Il PEI non si scrive partendo dalla diagnosi ma dall’osservazione: il decreto interministeriale 182/2020, all’articolo 8, stabilisce che la progettazione «è preceduta da attività di osservazione sistematica sull’alunno», per individuare i punti di forza su cui costruire gli interventi. Lo stesso articolo affida l’osservazione a tutti i docenti della classe, non al solo insegnante di sostegno. Qui trovi cosa osservare nelle quattro Dimensioni del PEI, come si osserva il contesto, una scheda pronta da usare in classe e come le osservazioni diventano la Sezione 4 e gli obiettivi della Sezione 5.
Punti chiave
- L’osservazione sistematica precede il PEI ed è compito di tutti i docenti della classe (D.I. 182/2020, art. 8).
- Si osserva sulle quattro Dimensioni: relazione e socializzazione, comunicazione e linguaggio, autonomia e orientamento, cognitiva e dell’apprendimento.
- Per ogni comportamento si annota la frequenza e l’aiuto necessario, in più momenti e contesti diversi.
- Si osserva anche il contesto: barriere e facilitatori sono la base delle Sezioni 6 e 7.
Perché l’osservazione viene prima del PEI
L’osservazione serve a una cosa precisa: capire cosa l’alunno sa già fare e in quali condizioni, per costruire gli obiettivi su quello. Il Profilo di Funzionamento descrive la persona; l’osservazione a scuola descrive come funziona in quella classe, con quei compagni, in quelle attività. Le Linee guida sul PEI allegate al decreto ministeriale 153/2023 la definiscono il punto di partenza dal quale organizzare gli interventi educativo-didattici.
Osservare in modo sistematico significa osservare più volte, in momenti e attività diverse, e annotare fatti. Una sola osservazione racconta una giornata. Dieci osservazioni in tre settimane, fatte da docenti diversi, raccontano un funzionamento. È anche il modo più semplice per coinvolgere i docenti curricolari, che vedono l’alunno in ore in cui il sostegno non c’è.
Cosa osservare nelle quattro Dimensioni
Il decreto 182/2020 descrive le quattro Dimensioni con precisione, e la scheda le segue una per una. Per la scuola primaria i comportamenti da osservare sono questi.
| Dimensione | Cosa comprende secondo il D.I. 182/2020 | Esempi di comportamenti da osservare |
|---|---|---|
| A. Relazione, interazione, socializzazione | Sfera affettivo-relazionale, rapporto con i pari e con gli adulti, motivazione all’apprendimento | Gioca in piccolo gruppo rispettando il turno; chiede aiuto all’adulto; gestisce la frustrazione; accetta i cambi di attività |
| B. Comunicazione e linguaggio | Comprensione e produzione del linguaggio verbale, linguaggi alternativi e non verbali | Esegue consegne di uno o due passaggi; esprime bisogni; racconta un’esperienza; usa la comunicazione aumentativa |
| C. Autonomia e orientamento | Autonomia personale e sociale, motricità globale e fine, funzioni sensoriali | Gestisce il materiale; si orienta negli spazi; usa forbici e matita; segue la routine |
| D. Cognitiva, neuropsicologica e dell’apprendimento | Memoria, attenzione, organizzazione spazio-temporale, lettura, scrittura, calcolo | Resta sul compito per un tempo definito; ricorda istruzioni; legge e comprende un testo breve; risolve problemi con supporto |
Per approfondire la corrispondenza fra Dimensioni e domini del Profilo di Funzionamento c’è la nostra tabella delle dimensioni del PEI.
Come si compila una scheda di osservazione
La scheda funziona se registra due informazioni per ogni comportamento: quanto spesso compare e con quale aiuto. Una scala a quattro livelli (mai, a volte, spesso, sempre) basta. L’aiuto distingue le situazioni che contano per la progettazione: un alunno che esegue una consegna «sempre, con aiuto visivo» ha bisogno di interventi diversi da uno che la esegue «a volte, con aiuto fisico».
Un esempio di come si presenta una riga compilata per la Dimensione B:
| Comportamento | Mai | A volte | Spesso | Sempre | Con quale aiuto / note |
|---|---|---|---|---|---|
| Comprende una consegna di due passaggi | X | Con immagini esegue entrambi i passaggi; solo a voce esegue il primo | |||
| Esprime bisogni e richieste | X | Usa parole singole e indica; in mensa chiede da solo |
Tre regole pratiche:
- Fatti, non deduzioni. Se un comportamento non è stato osservato si scrive «non osservato», non si ipotizza.
- Contesti diversi. Aula, laboratorio, palestra, ricreazione, mensa: lo stesso alunno può funzionare in modo molto diverso.
- Un diario accanto alla griglia. Data, attività, cosa ha fatto l’alunno, aiuto fornito, chi ha osservato. Sono le annotazioni che servono poi in GLO e nella verifica intermedia.
Osservare il contesto: barriere e facilitatori
L’articolo 9 dello stesso decreto chiede osservazioni nel contesto scolastico, con l’indicazione delle barriere e dei facilitatori, a seguito dell’osservazione dell’alunno e della classe. Le Linee guida indicano tre punti di vista: contesto fisico, organizzativo e relazionale.
In pratica si osservano la posizione del banco, il rumore, la prevedibilità della giornata, la distribuzione delle ore di sostegno, i materiali accessibili, l’atteggiamento dei compagni e la relazione con i docenti curricolari. Le Linee guida avvertono che lo stesso elemento può essere facilitatore e barriera insieme. Il loro esempio è il materiale adattato molto diverso da quello dei compagni: aiuta a capire, ma l’alunno può rifiutarlo perché lo fa sentire diverso. È la parte del PEI su cui la scuola può intervenire subito, e la Sezione 7 nasce da qui.
Dalla scheda al PEI
Alla fine del periodo di osservazione, di solito due o tre settimane, i docenti compilano insieme una sintesi: per ogni Dimensione i punti di forza e le difficoltà osservate. Da lì il PEI si scrive quasi da solo.
- Sezione 4: la sintesi riscritta in prosa, partendo sempre dai punti di forza.
- Sezione 5: per ogni Dimensione uno o due obiettivi, ciascuno con l’esito atteso. Il decreto chiede di indicare per ogni Dimensione obiettivi ed esiti attesi, attività, strategie e strumenti.
- Sezioni 6 e 7: barriere e facilitatori dalla scheda del contesto, e per ogni barriera l’intervento della scuola.
La differenza la fa l’obiettivo scritto bene. «Migliorare l’attenzione» non si può verificare. «Resta sul compito per 10 minuti consecutivi durante il lavoro individuale, con un promemoria visivo, in 4 occasioni su 5» sì, e a gennaio dice al GLO se l’intervento funziona. Per vedere obiettivi scritti così in casi concreti ci sono i nostri esempi di PEI per alunno con ADHD e di PEI per alunno con autismo.
Scheda di osservazione e PEI primaria guidato, in Word
La scheda di osservazione sistematica sulle quattro Dimensioni con scala di frequenza, diario e sintesi per la Sezione 4; la scheda del contesto con barriere e facilitatori; il modello di PEI per la primaria sezione per sezione, con istruzioni, 20 formulazioni di obiettivi, attività e strategie e un modello di motivazione delle ore di sostegno. Riferimenti normativi verificati. Li ha preparati la redazione di docentidisostegno.it.
Quando osservare: i tempi del PEI
Con il decreto-legge 170/2026 sono cambiate le scadenze, come spieghiamo in PEI definitivo entro il 15 ottobre: cosa cambia. Per gli alunni di nuova iscrizione o nuova certificazione il PEI definitivo va approvato entro il 15 ottobre: l’osservazione va concentrata nelle prime settimane di scuola. Per gli alunni già iscritti il PEI è definitivo da giugno, con correttivi entro le prime due settimane di ottobre. In questo caso l’osservazione di inizio anno serve a verificare se gli obiettivi scritti a giugno sono ancora quelli giusti.
L’osservazione non si chiude con l’approvazione. Continuare a compilare il diario fino a gennaio dà alla verifica intermedia del PEI dati concreti invece di impressioni. Ricorda anche che dal decreto-legge 170 il PEI definisce le ore di sostegno con adeguata motivazione: le osservazioni sono la base più solida per quella motivazione.
Domande frequenti
Chi compila la scheda di osservazione? Tutti i docenti della classe, ognuno nelle proprie ore. Il docente di sostegno coordina e cura la sintesi.
Per quanto tempo si osserva prima di scrivere il PEI? Non c’è un tempo fissato dalla norma. Due o tre settimane con almeno due osservazioni a settimana per docente danno un quadro attendibile; per i nuovi iscritti va tenuta presente la scadenza del 15 ottobre.
La scheda si allega al PEI? Non è un allegato obbligatorio. Si conserva agli atti riservati insieme al diario, perché contiene dati personali, ed è utile in GLO e in sede di verifica.