PEI per alunno con autismo ad alto funzionamento: un esempio compilato sulle quattro Dimensioni

Copertina sul PEI per alunno con autismo ad alto funzionamento: esempio compilato sulle quattro Dimensioni

Il PEI di un alunno nello spettro autistico senza disabilità intellettiva, quello che a scuola si chiama ancora "ad alto funzionamento", non si gioca sull'area cognitiva ma sulla relazione, sulla comunicazione sociale e sulla gestione dei cambiamenti. Spesso è un alunno che segue la programmazione della classe, con buoni risultati in alcune materie, e che fatica proprio dove il PEI tende a scrivere meno: la conversazione, le regole sociali implicite, gli imprevisti della giornata scolastica. Un PEI scritto bene parte da lì.

Il modello è lo stesso per tutti, previsto dal decreto interministeriale 182 del 2020, con le quattro Dimensioni: relazione e socializzazione, comunicazione e linguaggio, autonomia e orientamento, area cognitiva e neuropsicologica dell'apprendimento. Su come si compila in generale per l'autismo abbiamo una guida sul PEI per l'alunno con disturbo dello spettro autistico. Il caso opposto, quello dell'alunno che non usa il linguaggio verbale, è nell'esempio di PEI per l'autismo non verbale. Qui ci occupiamo del caso in mezzo, che è anche quello più frainteso.

In breve

  • "Alto funzionamento" e "Asperger" non sono diagnosi a sé: dal DSM-5 del 2013 rientrano nello spettro autistico. Conta quello che dice la certificazione dell'alunno.
  • Di solito la programmazione è quella della classe, o per obiettivi minimi: il titolo di studio resta valido.
  • Le Dimensioni che portano il peso sono relazione e comunicazione. L'area cognitiva va scritta, ma senza confondere "bravo in matematica" con "nessun bisogno".
  • Gli obiettivi devono essere osservabili: chi li legge deve poter dire a giugno se sono stati raggiunti.
  • Per i nuovi iscritti e le nuove certificazioni il PEI definitivo va approvato entro il 15 ottobre.

Che cosa vuol dire "alto funzionamento", e perché nel PEI non si scrive così

"Alto funzionamento" è un'espressione d'uso, non una diagnosi. Con il DSM-5 del 2013, come spiega l'Istituto Superiore di Sanità nella sua scheda sulla sindrome di Asperger, la sindrome di Asperger, il disturbo autistico e il disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato sono confluiti in un'unica categoria, i disturbi dello spettro autistico. Secondo l'ISS, la vecchia definizione si può sostituire con "spettro autistico", specificando che la persona "non ha disabilità intellettiva, ha una discreta capacità di autonomia e che non ha necessità di un supporto intensivo".

Nel PEI quindi non si scrive "alunno ad alto funzionamento". Si riporta quello che c'è nella certificazione e nel Profilo di Funzionamento, e si descrive l'alunno per quello che fa. È anche più utile: due alunni con la stessa etichetta possono avere bisogni molto diversi.

Fra le caratteristiche che l'ISS descrive ci sono capacità linguistiche insolite, con "un ampio vocabolario e una sintassi elaborata ma in concomitanza con capacità di conversazione immature" e una prosodia insolita, interessi assorbenti ed esclusivi, e una particolare sensibilità a suoni, sapori, consistenze o al contatto. Sono i punti da cui di solito partono le osservazioni del PEI.

Programmazione: classe, obiettivi minimi o differenziata?

Per un alunno senza disabilità intellettiva la programmazione è quasi sempre quella della classe, a volte per obiettivi minimi in alcune discipline. È una scelta che pesa: alla secondaria di secondo grado la programmazione differenziata porta all'attestato di credito formativo invece che al diploma, e la decisione spetta al Consiglio di classe con la famiglia. La differenza è spiegata nel pezzo su obiettivi minimi o programmazione differenziata.

Un errore frequente è il contrario di quello che si vede con altre disabilità: dato che l'alunno va bene in alcune materie, il PEI diventa un documento quasi vuoto. Il sostegno serve lo stesso, e va scritto dove serve.

Le quattro Dimensioni, con un esempio

L'esempio che segue riguarda un alunno immaginario di seconda media, Luca, nello spettro autistico senza disabilità intellettiva, con buoni risultati in matematica e scienze e difficoltà nei lavori di gruppo e nei cambi di programma. È un esempio da adattare, non un modulo da copiare: gli obiettivi vanno scritti partendo dall'osservazione del singolo alunno e dal Profilo di Funzionamento.

Relazione e socializzazione

È la Dimensione principale. Nell'osservazione si descrivono le situazioni concrete: Luca lavora volentieri da solo, nei lavori di gruppo tende a imporre la propria soluzione o a ritirarsi, all'intervallo resta ai margini e cerca l'adulto.

Obiettivo Come si osserva Strategia
Partecipare a un lavoro di gruppo con un ruolo assegnato Porta a termine il proprio compito nel gruppo in almeno 3 attività su 4 nel quadrimestre Ruoli scritti su cartoncino, gruppi piccoli e stabili, tempo di preparazione prima dell'attività
Accettare una proposta diversa dalla propria In un confronto guidato ripete la proposta del compagno prima di rispondere Modellamento da parte del docente, regola di classe esplicita

Comunicazione e linguaggio

Qui non si tratta di vocabolario, che spesso è ricco, ma di uso del linguaggio nella conversazione: turni, tono, capire quando l'altro ha perso interesse, cogliere ironia e modi di dire.

Obiettivo Come si osserva Strategia
Rispettare il turno di parola in una discussione di classe Alza la mano e attende in almeno 4 discussioni su 5 Segnale visivo per il turno, accordo preventivo sul numero di interventi
Riconoscere un modo di dire in un testo Spiega con parole proprie 3 espressioni figurate su 5 in una scheda Glossario personale delle espressioni, lettura guidata

Autonomia e orientamento

Per molti alunni nello spettro il punto critico è la prevedibilità: supplenze, cambi d'aula, uscite didattiche. Nella stessa Dimensione rientra la gestione dei materiali e dei tempi.

Obiettivo Come si osserva Strategia
Affrontare un cambio di programma senza interrompere l'attività Riprende il lavoro entro 10 minuti dopo un cambio annunciato Agenda visiva della giornata, preavviso dei cambi, spazio tranquillo concordato
Organizzare il diario e i materiali in autonomia Arriva con il materiale giusto in 4 giorni su 5 Lista di controllo settimanale, verifica con il docente il venerdì

Area cognitiva, neuropsicologica e dell'apprendimento

Va compilata anche quando l'alunno ha buoni risultati, perché qui si descrivono attenzione, memoria, funzioni esecutive (pianificare, passare da un compito all'altro, organizzare un testo lungo) e stili di apprendimento. Su come si scrive questa Dimensione c'è la guida sull'area cognitiva, neuropsicologica e dell'apprendimento.

Obiettivo Come si osserva Strategia
Pianificare un testo argomentativo in tre parti Produce una scaletta prima di scrivere in 3 prove su 4 Schema guida, consegne scomposte in passaggi
Usare un interesse specifico come aggancio per un argomento nuovo Collega l'interesse a un argomento di scienze in una breve esposizione Concordare con l'alunno spazi e tempi per l'interesse

Gli interessi assorbenti, descritti dall'ISS, possono essere una leva didattica e non solo un ostacolo, purché si stabilisca quando e quanto spazio hanno.

Verifiche e valutazione

Nel PEI vanno indicati i criteri e le modalità di verifica coerenti con gli obiettivi. Per un alunno come Luca possono servire consegne scritte e non solo orali, tempi più lunghi nelle prove con molto testo, domande chiare e senza doppi sensi, e la possibilità di svolgere una prova in uno spazio meno rumoroso se la sensibilità ai suoni lo richiede. Sono scelte del GLO e del Consiglio di classe, da motivare nel documento.

Quando va approvato

Per gli alunni nuovi iscritti e per le nuove certificazioni il PEI definitivo va approvato entro e non oltre il 15 ottobre, dopo le modifiche introdotte dal decreto-legge 170 del 2026. Per chi era già iscritto nella stessa scuola il PEI si approva entro giugno, con eventuali correttivi nelle prime due settimane di ottobre. Tutte le scadenze sono nel nostro pezzo sul PEI entro il 15 ottobre.

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Il file segue le dodici sezioni del modello nazionale per la scuola primaria (DM 153/2023), con le quattro Dimensioni già compilate e i campi da completare evidenziati. È un esempio da adattare al tuo alunno e al suo Profilo di Funzionamento.

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Domande frequenti

Si può scrivere "Asperger" nel PEI?

Si riporta la diagnosi come compare nella certificazione. Se la certificazione è vecchia e usa ancora quel termine, lo si cita così, ma il PEI descrive l'alunno attraverso le osservazioni e il Profilo di Funzionamento, non attraverso l'etichetta.

L'alunno va bene a scuola: serve davvero il sostegno?

Il sostegno non dipende dai voti ma dai bisogni descritti nella certificazione e nel Profilo di Funzionamento. Le difficoltà nella relazione, nella comunicazione sociale e nella gestione dei cambiamenti sono bisogni reali anche quando il rendimento è buono.

Gli obiettivi devono essere diversi da quelli della classe?

Nelle discipline possono coincidere, se la programmazione è quella della classe. Gli obiettivi specifici del PEI riguardano soprattutto le Dimensioni della relazione, della comunicazione e dell'autonomia.

In sintesi

Nel PEI di un alunno nello spettro autistico senza disabilità intellettiva, la parte più importante è quella che i voti non mostrano: la relazione con i compagni, l'uso del linguaggio nella conversazione, la gestione degli imprevisti. Scrivere obiettivi osservabili in queste Dimensioni, e non lasciarle vuote perché l'alunno "va bene", è quello che rende il documento utile durante l'anno. Altri esempi per casi specifici sono nella sezione sul PEI per alunno con sindrome di Down e negli altri modelli del sito.

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