PEI per alunno con ADHD: come si compila sulle quattro Dimensioni

Copertina del PEI per alunno con ADHD sulle quattro Dimensioni, con la scadenza del 15 ottobre del decreto-legge 170

Il PEI di un alunno con ADHD si scrive sul modello nazionale come per tutti, ma solo se esiste la certificazione di disabilità ai sensi della legge 104. Senza quella certificazione lo strumento non è il PEI: è il Piano didattico personalizzato. È la distinzione che salta più spesso nei consigli di classe di settembre, e da cui dipende chi firma, che cosa si programma e quali verifiche si predispongono. Lo stesso vale per il disturbo specifico del linguaggio, che la direttiva del 2012 mette nella stessa categoria dell’ADHD: il caso è spiegato nel PEI per alunno con disturbo del linguaggio. Il calendario è quello del decreto interministeriale 182 del 2020, nel testo coordinato con il decreto 153 del 2023: il PEI definitivo andava approvato di norma entro ottobre. Dal 1° ottobre 2026 il decreto-legge 170 ha cambiato le scadenze: entro il 15 ottobre per i nuovi iscritti e le nuove certificazioni, entro giugno per chi è già seguito nella stessa scuola, con correttivi nelle prime due settimane di ottobre (vedi le nuove scadenze del PEI).

Punti chiave

  • Il PEI riguarda gli alunni con certificazione ai sensi della legge 104/1992. Per l’ADHD senza quella certificazione si predispone un PDP, come previsto dalla direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 sui bisogni educativi speciali.
  • Il modello è lo stesso di tutti: cambiano gli obiettivi, non il documento.
  • Sulle quattro Dimensioni l’errore ricorrente è misurare il comportamento invece del funzionamento: “non sta seduto” non è un obiettivo.
  • Attenzione al tempo: la disattenzione e l’impulsività incidono soprattutto sulla Dimensione cognitiva, ma si manifestano nelle altre tre.
  • Il PEI definitivo si approva entro il 15 ottobre per i nuovi iscritti e le nuove certificazioni, entro giugno per chi è già nella stessa scuola (decreto-legge 170 del 2026).

Prima domanda: PEI o PDP?

La nota del Ministero n. 4089 del 15 giugno 2010 ha portato l’ADHD all’attenzione delle scuole, e la direttiva del 27 dicembre 2012 lo colloca fra i bisogni educativi speciali insieme al deficit di attenzione e ai disturbi del comportamento.

Nella pratica scolastica si incontrano due situazioni diverse:

  1. ADHD con certificazione ai sensi della legge 104/1992, spesso in comorbilità con altre condizioni: c’è l’insegnante di sostegno, si redige il PEI sul modello nazionale e il GLO lo approva.
  2. ADHD senza quella certificazione, con diagnosi clinica o relazione dello specialista: non c’è sostegno, e il consiglio di classe predispone un PDP con misure e strumenti.

Il resto di questo articolo riguarda il primo caso. Se ti serve il secondo, il documento da preparare è un altro.

Che cosa serve al PEI dalla documentazione sanitaria

Il Profilo di Funzionamento, o la documentazione disponibile in attesa del Profilo, di solito riporta indicazioni su attenzione sostenuta, controllo degli impulsi, memoria di lavoro, pianificazione e autoregolazione. Sono queste le informazioni che servono al PEI, non l’etichetta diagnostica.

Le settimane di settembre servono all’osservazione sistematica, che l’articolo 8 del decreto 182 affida a tutti i docenti della classe, non al solo docente di sostegno. Su un alunno con ADHD l’osservazione utile registra quando la difficoltà compare: in quale materia, in quale momento della giornata, in quale formato di consegna, con quale durata del compito.

Relazione, interazione e socializzazione

È la Dimensione in cui l’impulsività si vede prima. Obiettivi che reggono alla verifica sono quelli osservabili e contabili, per esempio:

  • attendere il proprio turno nelle attività a coppie per l’intera durata dell’esercizio;
  • chiedere aiuto in modo verbale invece di alzarsi dal posto;
  • portare a termine un’attività di gruppo con un compagno assegnato.

Fra gli strumenti che si scrivono nel PEI: tutoring fra pari, ruoli assegnati nei lavori di gruppo, patti di classe espliciti con poche regole e conseguenze note.

Comunicazione e linguaggio

Spesso è la Dimensione che sembra la meno colpita, e per questo viene compilata in fretta. Con l’ADHD la difficoltà non è il linguaggio in sé, ma il controllo del flusso: interruzioni, risposte anticipate, passaggio da un argomento all’altro.

Obiettivi possibili: riferire un contenuto seguendo una traccia data; formulare una domanda pertinente al termine della spiegazione; usare un segnale concordato per chiedere la parola.

Autonomia e orientamento

Qui rientrano le funzioni esecutive, che sono il cuore del problema: organizzazione del materiale, gestione del tempo, passaggio da un’attività all’altra.

Obiettivi concreti: preparare lo zaino con la lista del giorno; iniziare il compito entro un minuto dalla consegna; usare il timer per una sequenza di lavoro di dieci minuti; consegnare i compiti nella cartellina dedicata.

Strumenti da indicare: agenda visiva, checklist plastificata sul banco, timer, avvisi anticipati dei cambi di attività.

Area cognitiva, neuropsicologica e dell’apprendimento

È la Dimensione dove l’ADHD pesa di più, e dove serve più precisione. L’errore ricorrente è confondere il risultato con la causa: un compito non finito può dipendere dall’attenzione sostenuta, dalla memoria di lavoro o dalla pianificazione, e la scelta cambia l’obiettivo.

Obiettivi utili: mantenere l’attenzione su un compito scritto per blocchi di dieci minuti con una pausa programmata; ricostruire i passaggi di un problema con uno schema dato; rileggere l’elaborato con una griglia di controllo in tre punti.

Strumenti: consegne spezzate, un solo esercizio per foglio, tempi aggiuntivi, uso di schemi e mappe, verifiche programmate e a blocchi.

Gli errori che si ripetono

  • Scrivere obiettivi di condotta. “Deve stare seduto” o “deve smettere di disturbare” non sono obiettivi educativi: non dicono che cosa l’alunno impara a fare.
  • Compilare solo la Dimensione cognitiva, lasciando vuote le altre tre perché “il problema è l’attenzione”.
  • Copiare gli obiettivi dall’anno precedente senza l’osservazione di settembre.
  • Confondere il PEI con il PDP, con il risultato che il documento non regge né come uno né come l’altro.
  • Non scrivere gli strumenti: un obiettivo senza la mediazione didattica che lo rende possibile resta una dichiarazione di intenti.

Domande frequenti

Esiste un modello di PEI specifico per l’ADHD?

No. Il modello è quello nazionale allegato al decreto interministeriale 182 del 2020, uguale per tutti. Cambiano gli obiettivi e gli strumenti, non la struttura del documento.

Entro quando va approvato il PEI definitivo?

Il decreto 182 del 2020, nel testo coordinato con il decreto 153 del 2023, prevedeva che il GLO si riunisse di norma entro ottobre. Dal 1° ottobre 2026 il decreto-legge 170 fissa il 15 ottobre per i nuovi iscritti e le nuove certificazioni, e giugno, con correttivi entro le prime due settimane di ottobre, per gli alunni già seguiti nella stessa scuola.

L’alunno con ADHD ha sempre l’insegnante di sostegno?

No. Il sostegno è legato alla certificazione ai sensi della legge 104. Con la sola diagnosi di ADHD il percorso è quello del PDP, deciso dal consiglio di classe.

Chi compila il PEI?

Il PEI è redatto e approvato dal GLO, che comprende i docenti della classe, i genitori, le figure specialistiche e, quando previsto, lo studente. Non è un documento del solo insegnante di sostegno.

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