Anno scolastico 2026/27, indicazioni per la predisposizione dei Piani didattici personalizzati: coinvolgimento delle famiglie, firme del Consiglio di classe, verifica delle strategie e tutela della privacy. Per gli alunni con DSA le Linee guida ministeriali indicano tempi che non superino il primo trimestre scolastico.
Con l’avvio dell’anno scolastico 2026/27, le scuole sono impegnate nella predisposizione dei Piani didattici personalizzati (PDP) per gli alunni con Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) e, nei casi in cui sia ritenuto necessario, per gli studenti con altri Bisogni educativi speciali (BES).
Il PDP serve a definire le strategie didattiche, gli strumenti compensativi, le eventuali misure dispensative e le modalità di verifica e valutazione più adeguate alle esigenze dello studente. L’obiettivo è favorire l’apprendimento e garantire una maggiore continuità educativa, attraverso la collaborazione tra scuola e famiglia.
Per gli alunni con DSA, le Linee guida allegate al decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011 prevedono che la scuola formalizzi gli interventi entro un periodo che non superi il primo trimestre scolastico.
PDP 2026/27: entro quando deve essere predisposto?
Il riferimento normativo per gli alunni con DSA è il decreto ministeriale n. 5669 del 12 luglio 2011, che richiama la predisposizione della documentazione didattica entro il primo trimestre.
La data del 30 novembre 2026 può essere prevista come scadenza organizzativa da una singola istituzione scolastica, nell’ambito delle proprie disposizioni interne. Non va però confusa con una scadenza nazionale unica valida automaticamente per tutte le scuole.
Per gli altri alunni con BES, la predisposizione del PDP richiede una valutazione pedagogica e didattica della situazione concreta: il piano non scatta automaticamente per ogni difficoltà scolastica, ma viene adottato quando il Consiglio di classe o il team docente ritiene necessario formalizzare una personalizzazione del percorso.
Chi deve predisporre e firmare il Piano didattico personalizzato?
La predisposizione del PDP coinvolge i docenti della classe, che devono individuare le misure più appropriate sulla base delle caratteristiche dell’alunno e delle difficoltà riscontrate nel percorso scolastico.
In particolare, occorre:
- analizzare i bisogni educativi e le caratteristiche dell’apprendimento;
- individuare le strategie didattiche e metodologiche più efficaci;
- definire gli strumenti compensativi e le eventuali misure dispensative;
- stabilire le modalità di verifica e valutazione coerenti con il piano;
- condividere il percorso con la famiglia;
- formalizzare il documento secondo le procedure adottate dall’istituto.
Le firme richieste e le modalità di approvazione devono essere verificate alla luce delle disposizioni della scuola e della normativa applicabile.
Incontro con i genitori prima dei Consigli di classe
Il confronto con la famiglia è un passaggio importante nella predisposizione del PDP. Per questo motivo, può essere utile che il coordinatore di classe organizzi un incontro con i genitori prima dei Consigli di classe di novembre.
Il colloquio permette di raccogliere informazioni sui punti di forza dello studente, sulle difficoltà incontrate nello studio e sulle strategie che si sono dimostrate efficaci anche al di fuori dell’ambiente scolastico.
Quando opportuno e con il coinvolgimento della famiglia, il confronto può riguardare anche le indicazioni fornite dagli specialisti che seguono l’alunno.
L’obiettivo non è soltanto compilare un documento, ma concordare interventi didattici concretamente applicabili e verificabili nel corso dell’anno.
PDP e maturità 2027: attenzione alle classi quinte
Particolare attenzione è richiesta per gli studenti delle classi quinte della scuola secondaria di secondo grado.
Le misure e gli strumenti previsti nel PDP devono essere individuati in modo coerente con le esigenze documentate dello studente e con la normativa relativa all’Esame di Stato.
È quindi importante che il Consiglio di classe definisca con chiarezza le modalità di verifica, gli strumenti utilizzabili e gli eventuali interventi personalizzati, evitando di introdurre misure non adeguatamente motivate o non coerenti con il percorso svolto.
La gestione del PDP durante l’anno deve permettere di documentare le strategie effettivamente utilizzate e la loro efficacia.
Verifica del PDP alla fine del primo quadrimestre
Il PDP non dovrebbe essere considerato un documento statico. Alla fine del primo quadrimestre è opportuno verificare l’efficacia delle strategie didattiche adottate e valutare se gli strumenti previsti rispondono realmente ai bisogni dello studente.
Se necessario, il Consiglio di classe o il team docente può aggiornare il piano, secondo le procedure previste dall’istituto, per renderlo più adeguato all’evoluzione del percorso scolastico.
La verifica consente di intervenire tempestivamente in caso di difficoltà persistenti e di consolidare le strategie che hanno favorito l’apprendimento e la partecipazione alle attività scolastiche.
Privacy: il PDP contiene dati riservati
Il Piano didattico personalizzato contiene informazioni relative al percorso educativo dello studente e, in alcuni casi, dati personali particolarmente delicati. La scuola deve quindi trattare il documento nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, limitando l’accesso ai soggetti autorizzati e adottando adeguate misure di riservatezza.
La famiglia può rivolgersi alla scuola per conoscere le modalità di accesso e ottenere copia del documento secondo le procedure previste dall’istituzione scolastica e dalla normativa vigente.
La riservatezza è essenziale per tutelare lo studente e garantire che le informazioni siano utilizzate esclusivamente per le finalità connesse al percorso educativo.
PDP per BES e DSA: le scadenze da ricordare
Per l’anno scolastico 2026/27, docenti e coordinatori devono prestare attenzione ai tempi di predisposizione dei piani, al coinvolgimento delle famiglie e alla verifica periodica delle misure adottate.
Per gli alunni con DSA, il riferimento è il termine del primo trimestre previsto dalle Linee guida ministeriali. Eventuali scadenze più precise, come quella del 30 novembre, devono essere ricondotte alle disposizioni organizzative della singola scuola.
La finalità resta quella di garantire una personalizzazione didattica efficace, rispettosa dei bisogni dello studente e condivisa con la famiglia.