PEI per la scuola dell’infanzia: un esempio compilato per un bambino con autismo di 4 anni

Esempio di PEI per la scuola dell'infanzia compilato sulle quattro Dimensioni per un bambino con autismo

Il PEI della scuola dell'infanzia non è quello della primaria con meno righe: ha un modello suo, l'Allegato A1 al decreto interministeriale 182 del 2020 come modificato dal decreto 153 del 2023. Le quattro Dimensioni sono le stesse, ma il percorso curricolare si scrive per campi di esperienza e non per discipline. Non ci sono la progettazione disciplinare, la valutazione del comportamento e la certificazione delle competenze. Chi parte da un esempio della primaria rischia di compilare sezioni che nel modello dell'infanzia non esistono.

Il tempo stringe proprio per l'infanzia. Con il decreto-legge 170 del 2026 il PEI definitivo per i nuovi iscritti e le nuove certificazioni va approvato entro il 15 ottobre, e alla scuola dell'infanzia quasi tutti i bambini con disabilità sono al primo anno o hanno una certificazione recente. Il quadro completo delle scadenze è nell'articolo sul PEI entro il 15 ottobre.

In breve

  • All'infanzia si usa il modello A1: si parla di bambino, di sezione e di campi di esperienza.
  • Le quattro Dimensioni restano: relazione, comunicazione, autonomia, cognitiva. Le sezioni non coinvolte si omettono.
  • Nella Dimensione cognitiva non si scrivono lettura e calcolo, ma le strategie che il bambino usa nei compiti della sua età.
  • I traguardi dei campi di esperienza li valutano tutti i docenti della sezione, non solo l'insegnante di sostegno.
  • Gli obiettivi devono essere osservabili e verificabili a giugno: "migliorare la comunicazione" non lo è.

Che cosa cambia rispetto al PEI della primaria

Il modello dell'infanzia segue lo stesso schema in dodici punti, ma tre parti della primaria spariscono e una cambia natura. Le differenze si vedono confrontando l'Allegato A1 con l'Allegato A2 del decreto 153 del 2023:

Sezione Infanzia (A1) Primaria (A2)
Intestazione Bambino o bambina, sezione Alunno o alunna, classe
8. Percorso curricolare Interventi nei campi di esperienza Interventi nelle discipline e progettazione disciplinare
Valutazione del comportamento Non prevista Prevista
10. Certificazione delle competenze Non prevista Al termine della classe quinta

Fonte: Allegati A1 e A2 al decreto interministeriale 182/2020, come modificato dal DM 153/2023.

Per la Dimensione cognitiva il modello chiede di descrivere il "livello di sviluppo raggiunto in ordine alle strategie utilizzate per la risoluzione di compiti propri per la fascia d'età", gli stili cognitivi e la capacità di integrare competenze diverse. È la differenza che pesa di più: all'infanzia non si misurano apprendimenti scolastici, si osserva come il bambino affronta un gioco, un incastro, una sequenza.

L'esempio: Matteo, 4 anni, sezione dei mezzani

Il caso è di fantasia e serve a mostrare come si scrive ogni voce. Matteo ha 4 anni, ha una certificazione per disturbo dello spettro autistico e frequenta il secondo anno della scuola dell'infanzia. Usa poche parole e le usa soprattutto per chiedere, comunica bene con le immagini, cerca l'adulto e fatica nel gioco con i compagni. Va riscritto sulla base della vostra osservazione e del Profilo di Funzionamento che avete in mano: le corrispondenze fra Domini del Profilo e Dimensioni del PEI sono nella tabella di corrispondenza.

Relazione, interazione e socializzazione

Osservazioni. Cerca l'insegnante di riferimento e accetta di essere accompagnato nelle attività. Tollera la vicinanza di uno o due compagni nel gioco libero, ma non entra nei giochi di gruppo. Nei momenti di confusione, come l'ingresso o il cambio di stanza, si isola o piange.

Obiettivi ed esiti attesi. Partecipare a un gioco di scambio con un compagno, passando un oggetto a turno, per almeno cinque scambi, in tre occasioni su quattro entro gennaio. Restare nel cerchio del mattino per l'intera routine dell'appello, entro la verifica intermedia.

Attività. Giochi a coppie con un compagno tutor (palla, costruzioni, travasi), cerchio del mattino con canzone e foto dei bambini.

Strategie e strumenti. Turno indicato da un segnale visivo, posto fisso nel cerchio vicino all'adulto, rinforzo immediato, riduzione graduale dell'aiuto.

Comunicazione e linguaggio

Osservazioni. Produce poche parole isolate, soprattutto per chiedere oggetti preferiti. Comprende consegne di un solo passaggio se accompagnate da un gesto o da un'immagine. Usa volentieri le immagini per scegliere.

Obiettivi ed esiti attesi. Chiedere un oggetto o un'attività scegliendo fra due immagini, in 4 occasioni su 5 entro dicembre. Rispondere sì o no con la parola o con il gesto a una domanda chiusa, entro fine anno.

Attività. Scelta del gioco e della merenda con le immagini, libri illustrati con domande chiuse.

Strategie e strumenti. Comunicazione aumentativa con immagini (tabella di scelta), tempo di attesa prima della risposta, una richiesta per volta.

Autonomia e orientamento

Osservazioni. Segue le routine già apprese, come appendere il giubbotto e lavarsi le mani, se l'adulto gli mostra la sequenza. Si disorienta nei cambi di stanza non annunciati e in mensa copre le orecchie per il rumore.

Obiettivi ed esiti attesi. Passare dal salone alla sezione seguendo la sequenza visiva senza crisi, in 4 giorni su 5 entro dicembre. Lavarsi le mani seguendo da solo la sequenza di quattro immagini, entro fine anno.

Attività. Agenda visiva della mattina, sequenze fotografiche delle routine in bagno e in mensa.

Strategie e strumenti. Preavviso dei cambi con l'immagine dell'attività successiva, posto in mensa in una zona meno rumorosa, cuffie antirumore se indicate dalla famiglia e dagli specialisti.

Cognitiva, neuropsicologica e dell'apprendimento

Osservazioni. Completa incastri e puzzle semplici, abbina oggetti uguali e riconosce i colori. Resta concentrato a lungo sulle attività che sceglie, poco su quelle proposte. Ripete la stessa sequenza di gioco e fatica a variarla.

Obiettivi ed esiti attesi. Completare un'attività proposta dall'adulto di cinque minuti, con l'aiuto di un timer visivo, in 3 occasioni su 4 entro gennaio. Ordinare tre immagini di una sequenza nota, come vestirsi, entro fine anno.

Attività. Attività brevi a tavolino alternate al gioco scelto, sequenze di tre immagini sulle routine di tutti i giorni.

Strategie e strumenti. Prima l'attività proposta, poi quella scelta; timer visivo; materiale concreto; uso degli interessi del bambino come contesto.

Campi di esperienza, contesto e organizzazione

La sezione 8.1 descrive gli interventi nei campi di esperienza, non nelle materie. Nelle Indicazioni nazionali del 2012 i campi sono cinque: il sé e l'altro; il corpo e il movimento; immagini, suoni, colori; i discorsi e le parole; la conoscenza del mondo. Per Matteo si può scrivere, per esempio, che partecipa alle attività di musica e movimento della sezione con il supporto dell'adulto e che nei discorsi e le parole usa la tabella di scelta per intervenire. Il modello ricorda che la valutazione dei traguardi spetta a tutti i docenti della sezione.

Nelle sezioni 6 e 7 vanno le barriere e i facilitatori del contesto e gli interventi per renderlo inclusivo. Nell'esempio: il rumore del salone e della mensa è una barriera, l'agenda visiva esposta per tutta la sezione è un facilitatore che aiuta anche gli altri bambini. La sezione 9 raccoglie l'orario con le presenze dell'insegnante di sostegno e dell'assistente, le uscite didattiche, il trasporto e le strategie per prevenire e gestire i comportamenti problematici.

Gli errori che si vedono più spesso

Il più comune è copiare un PEI della primaria e lasciare le sezioni che all'infanzia non esistono, come la progettazione disciplinare o la valutazione del comportamento. Gli altri:

  1. Scrivere obiettivi di condotta, come "deve stare seduto", invece di obiettivi che dicono che cosa il bambino impara a fare.
  2. Riempire la Dimensione cognitiva con prerequisiti della primaria, come lettere e numeri, invece di descrivere come il bambino affronta i compiti della sua età.
  3. Lasciare gli obiettivi senza attività e strumenti: il modello chiede per ogni Dimensione gli obiettivi, le attività e le strategie.
  4. Non indicare le sezioni da omettere: se una Dimensione non richiede interventi, lo si segna nella sezione 2.

Domande frequenti

Il PEI dell'infanzia va approvato entro il 15 ottobre?

Per i bambini nuovi iscritti e per le nuove certificazioni sì, secondo il decreto-legge 170 del 2026. Per chi era già seguito nella stessa scuola il PEI si approva entro giugno, con correttivi nelle prime due settimane di ottobre.

Si può usare il modello della primaria per un bambino dell'infanzia?

No. Il decreto prevede un modello per ogni grado: per l'infanzia è l'Allegato A1. Ha campi diversi e alcune sezioni in meno.

Chi compila il PEI?

Lo elabora e lo approva il GLO, il gruppo di lavoro operativo di cui fanno parte i docenti della sezione, la famiglia e i servizi. L'insegnante di sostegno ne cura la stesura, ma il documento è di tutto il gruppo. Il verbale di approvazione si può impostare partendo dal nostro esempio di verbale del GLO.

In sintesi

Il PEI della scuola dell'infanzia si scrive sul modello A1: bambino, sezione, campi di esperienza, nessuna valutazione disciplinare. Le quattro Dimensioni chiedono obiettivi osservabili con attività e strumenti precisi, e la Dimensione cognitiva guarda alle strategie del bambino, non agli apprendimenti della primaria. Per il confronto con un caso più grande vedi l'esempio di PEI per un alunno con autismo non verbale alla primaria.

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