Relazione intermedia di sostegno all’infanzia per un bambino con autismo: esempio svolto

Esempio di relazione intermedia di sostegno alla scuola dell'infanzia per un bambino con autismo

Alla scuola dell’infanzia la relazione intermedia di sostegno ha un compito diverso da quello della primaria: non prepara giudizi né scrutini, perché nella scuola dell’infanzia non ci sono. Serve a documentare i progressi del bambino rispetto agli obiettivi del PEI, a mostrare quali strategie funzionano nella giornata della sezione e a portare al GLO di verifica intermedia le proposte per la seconda parte dell’anno. Per un bambino con autismo il cuore della relazione sono le routine, la comunicazione e il gioco con i compagni, descritti con fatti osservati.

Sotto trovi le parti che deve avere, un esempio svolto su un caso di fantasia e gli errori più comuni.

Che cosa cambia rispetto alla primaria

Il decreto interministeriale 182/2020, all’articolo 10, dice che nella scuola dell’infanzia la progettazione riguarda “interventi educativi nei diversi campi di esperienza, con l’esplicitazione di strategie e strumenti utilizzati”. Nella relazione quindi:

  • non si parla di discipline ma di campi di esperienza e di momenti della giornata (accoglienza, gioco, cerchio, pranzo, riposo);
  • gli obiettivi sono quelli delle quattro Dimensioni del PEI, scritti in modo osservabile;
  • la verifica si fa sulle osservazioni, non su prove.

Il GLO di verifica intermedia si riunisce “almeno una volta, da novembre ad aprile” (D.I. 182/2020, art. 4, comma 2), ed è lì che la relazione viene discussa.

Le parti della relazione

  1. Situazione di partenza: come arrivava il bambino a settembre, in termini di comportamenti osservabili.
  2. Obiettivi del PEI ed esiti a metà anno, Dimensione per Dimensione, con l’aiuto necessario.
  3. La giornata in sezione: in quali momenti partecipa con i compagni e come.
  4. Strategie che funzionano e strategie da rivedere.
  5. Rapporti con la famiglia e con i servizi.
  6. Proposte per il resto dell’anno.

L’esempio svolto

Leo (nome di fantasia) ha quattro anni, è nel gruppo dei mezzani ed è al primo anno nella scuola.

Situazione di partenza

A settembre l’ingresso a scuola era accompagnato da pianto prolungato alla separazione dal genitore (20-30 minuti). Leo comunicava i bisogni portando l’adulto verso l’oggetto, giocava da solo con costruzioni e macchinine allineandole, e si allontanava dal cerchio dopo pochi istanti. Nei cambi di attività non annunciati (uscita in giardino, passaggio al pranzo) si sedeva a terra e rifiutava di spostarsi.

Obiettivi del PEI ed esiti a gennaio

Dimensione e obiettivo del PEI Esito a gennaio Con quale aiuto
Relazione: accetta la separazione dal genitore all’ingresso entrando in sezione con l’insegnante Raggiunto: il distacco dura 2-3 minuti e Leo entra tenendo la mano dell’insegnante di riferimento Saluto sempre uguale, oggetto di casa nello zaino
Relazione: gioca accanto a un compagno con lo stesso materiale per 5 minuti Raggiunto con un compagno; con il piccolo gruppo resta 2-3 minuti Materiale doppio, adulto vicino
Comunicazione: chiede acqua, gioco e bagno con un’immagine o con la parola Parzialmente raggiunto: usa le immagini per acqua e bagno in modo spontaneo; la parola “acqua” solo su richiesta Tabella di immagini sul tavolo
Autonomia: segue la sequenza della routine del mattino (appendere giacca, lavare le mani, sedersi al tavolo) Raggiunto con la sequenza illustrata vicino agli attaccapanni Sequenza in immagini, un passo alla volta
Apprendimento: partecipa al cerchio per 5 minuti, guardando il materiale mostrato dall’insegnante Parzialmente raggiunto: 3-4 minuti, più a lungo con canzoni accompagnate da gesti Posto fisso nel cerchio, oggetto da tenere in mano

La giornata in sezione (estratto)

Leo partecipa con il gruppo all’accoglienza, al giardino e al pranzo. Nel cerchio resta seduto per 3-4 minuti; nei laboratori di manipolazione e di pittura lavora volentieri accanto ai compagni. Il riposo pomeridiano è il momento più difficile: si addormenta solo con la luce bassa e la musica che usa anche a casa.

Proposte (estratto)

Confermare gli obiettivi di autonomia, aggiungendo la sequenza illustrata del pranzo. Comunicazione: passare dall’immagine alla parola per “acqua” e “bagno”, rinforzando ogni tentativo spontaneo. Relazione: allargare il gioco accanto da uno a due compagni, con un gioco strutturato a turni.

Ogni esito ha un dato: minuti, quante volte, con quale aiuto. È quello che permette al GLO di dire se l’obiettivo va confermato, alzato o cambiato.

Tutto l’anno del sostegno all’infanzia, già pronto in Word

Il kit per la scuola dell’infanzia contiene la relazione intermedia di questo esempio, il PEI compilato sezione per sezione sul modello A1, la relazione iniziale di osservazione, la relazione finale con il passaggio alla primaria e il verbale del GLO di verifica finale con le ore di sostegno motivate. Sono esempi da adattare al Profilo di Funzionamento e al PEI del bambino. Li ha preparati la redazione di docentidisostegno.it.

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Gli errori da evitare

  • Descrivere il disturbo invece del bambino. “Presenta le difficoltà tipiche dello spettro” non aiuta il GLO. Si scrive che cosa fa Leo, quando e con quale aiuto.
  • Usare il linguaggio della primaria. Niente “rendimento”, “verifiche” o “discipline”: all’infanzia si parla di campi di esperienza e di momenti della giornata.
  • Dimenticare i momenti non strutturati. Accoglienza, pranzo e riposo sono spesso dove si vedono i progressi più importanti.
  • Obiettivi diversi da quelli del PEI. La relazione riprende gli obiettivi del PEI approvato, con le stesse parole, altrimenti non si possono confrontare.
  • Nessun dato. “Va meglio” non è un esito: “il distacco dura 2-3 minuti invece di 20” lo è.

Domande frequenti

La relazione intermedia all’infanzia è obbligatoria?

Non c’è un modello nazionale: in genere la chiede la scuola, prima del GLO di verifica intermedia. Il GLO invece è previsto dal decreto 182/2020.

Chi la scrive?

Il docente di sostegno, condividendola con le insegnanti di sezione: l’osservazione è di tutto il team, e i momenti della giornata li vedono tutte.

Si consegna alla famiglia?

Contiene dati personali e relativi alla salute: resta nel fascicolo riservato e circola per i canali della scuola. Con la famiglia se ne discutono i contenuti nel GLO e nei colloqui.

Per il PEI di partenza c’è il nostro PEI per la scuola dell’infanzia, esempio compilato per un bambino con autismo. Se il bambino è più grande, l’esempio di relazione intermedia per un alunno con autismo alla primaria mostra lo stesso schema con le discipline; per la fine dell’anno c’è l’esempio di relazione finale di un bambino autistico.

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