PEI per alunno con disabilità intellettiva lieve: come compilarlo dimensione per dimensione

Copertina del PEI per alunno con disabilità intellettiva lieve, le quattro Dimensioni da compilare

Con il decreto-legge 170 del 2026 il PEI definitivo si approva entro il 15 ottobre per i nuovi iscritti e le nuove certificazioni, ed entro giugno per chi è già seguito nella stessa scuola, con correttivi entro le prime due settimane di ottobre: i dettagli sono nelle nuove scadenze del PEI. Per chi ha in classe un alunno con disabilità intellettiva lieve, sono le settimane in cui l’osservazione si trasforma in documento.

Questa è la parte che mette più in difficoltà, perché il profilo è meno riconoscibile di altri: l’alunno partecipa, comunica, spesso è autonomo negli spostamenti, e la difficoltà emerge nei compiti che richiedono astrazione, memoria di lavoro e trasferimento di quanto appreso. Un PEI scritto male qui diventa un elenco di buone intenzioni.

Sotto trovate la struttura che il decreto impone e un esempio svolto, dimensione per dimensione.

Punti chiave

  • Le dimensioni da compilare sono quattro, e sono definite dall’articolo 8 del decreto interministeriale 182/2020, oggi coordinato con il decreto 153/2023.
  • Per ciascuna dimensione servono obiettivi ed esiti attesi e interventi didattici e metodologici, questi ultimi articolati in attività e in strategie e strumenti.
  • Il PEI parte dal Profilo di Funzionamento, non da una valutazione fatta dal docente.
  • Il GLO si riunisce entro il 30 giugno per il PEI provvisorio e, con il decreto-legge 170 del 2026, entro il 15 ottobre per quello definitivo dei nuovi iscritti; per chi è già nella stessa scuola il definitivo si fa entro giugno.
  • L’esempio qui sotto è un caso di fantasia: serve come traccia da adattare, non come testo da copiare.

Le quattro dimensioni, nelle parole del decreto

Prima di scrivere conviene rileggere come sono definite, perché i modelli ministeriali seguono esattamente questo ordine. Il testo coordinato del decreto 182/2020 le elenca così:

Dimensione A cosa fa riferimento
Relazione, interazione e socializzazione sfera affettivo relazionale, area del sé, rapporto con gli altri e con il gruppo dei pari, interazioni con gli adulti, motivazione all’apprendimento
Comunicazione e linguaggio comprensione del linguaggio orale, produzione verbale, linguaggi alternativi o integrativi, comunicazione non verbale
Autonomia e orientamento autonomia della persona e sociale, dimensione motorio-prassica e sensoriale
Cognitiva, neuropsicologica e dell’apprendimento capacità mnesiche e intellettive, organizzazione spazio-temporale, stili cognitivi e, dalla primaria, lettura, scrittura e calcolo

Il decreto precisa anche che queste quattro dimensioni corrispondono ai Domini del verbale di accertamento e del Profilo di Funzionamento. Non è un dettaglio burocratico: significa che il PEI deve agganciarsi a quello che la certificazione dice, non ripartire da capo.

È il punto in cui si sbaglia più spesso. L’osservazione in classe serve a descrivere come quel funzionamento si manifesta nel contesto scolastico, non a formulare una valutazione autonoma del livello dell’alunno.

L’esempio svolto

Qui sotto un caso costruito a scopo didattico: alunno di terza primaria, disabilità intellettiva lieve, nessun elemento riferibile a una persona reale. Va riscritto sulla base della vostra osservazione e del Profilo di Funzionamento che avete in mano.

Cognitiva, neuropsicologica e dell’apprendimento

Osservazione. Legge in modo strumentale corretto ma lento, e la comprensione cala sensibilmente sui testi con più di due informazioni collegate. Nel calcolo esegue addizioni e sottrazioni entro il centinaio con supporto della linea dei numeri; il passaggio alla rappresentazione simbolica del problema è il punto di maggiore fatica. La memoria di lavoro regge una consegna alla volta.

Obiettivi ed esiti attesi. Risolvere problemi a un’operazione partendo da una rappresentazione grafica fornita. Riferire il contenuto di un testo breve rispondendo a domande guida.

Attività. Problemi presentati con immagine e testo affiancati; lettura del testo suddivisa in blocchi con domanda dopo ciascun blocco.

Strategie e strumenti. Consegne scomposte in un solo passaggio per volta; linea dei numeri e tabella delle operazioni sempre disponibili; verifica del compreso prima di procedere.

Relazione, interazione e socializzazione

Osservazione. Cerca il contatto con i compagni e partecipa volentieri al lavoro di gruppo, ma tende a ritirarsi quando percepisce di non riuscire, soprattutto nelle attività a tempo.

Obiettivi ed esiti attesi. Portare a termine un’attività di gruppo mantenendo il ruolo assegnato. Chiedere aiuto in modo esplicito invece di interrompere il compito.

Attività. Lavori a coppie con ruoli definiti e a rotazione.

Strategie e strumenti. Ruolo attribuito prima dell’attività e non durante; rinforzo sul processo e non sul risultato; nessuna attività a tempo nella fase iniziale.

Comunicazione e linguaggio

Osservazione. Comunica in modo efficace nelle situazioni quotidiane. Il lessico si impoverisce nei contesti disciplinari e la comprensione di consegne scritte complesse è parziale.

Obiettivi ed esiti attesi. Comprendere ed eseguire una consegna scritta di due passaggi. Utilizzare i termini specifici introdotti nella settimana.

Attività. Costruzione progressiva di un glossario illustrato per disciplina.

Strategie e strumenti. Consegne riformulate in frasi brevi; glossario consultabile anche in verifica.

Autonomia e orientamento

Osservazione. Autonomo negli spostamenti e nella cura di sé. Necessita di supporto nell’organizzazione del materiale e nella gestione dei tempi di lavoro.

Obiettivi ed esiti attesi. Preparare il materiale della giornata seguendo una lista. Riconoscere quanto tempo resta a disposizione.

Attività. Checklist visiva del materiale; timer visibile durante le attività.

Strategie e strumenti. Routine stabile di inizio giornata; riduzione del numero di scelte contemporanee.

La struttura che il decreto impone

Quello che avete letto non è un formato libero. L’articolo 8 stabilisce che per ciascuna dimensione vanno individuati obiettivi ed esiti attesi e interventi didattici e metodologici, e che questi ultimi si articolano in attività e in strategie e strumenti.

È la ragione per cui un PEI compilato solo con descrizioni non regge: la descrizione è il punto di partenza, ma il documento chiede di arrivare a cosa si fa e con quali mezzi.

Gli esiti attesi servono anche a fine periodo: alla primaria la valutazione dell’alunno con disabilità è correlata agli obiettivi del PEI, e come diventano giudizi nel documento di valutazione lo spieghiamo nella guida ai giudizi sintetici per l’alunno con PEI.

Se volete approfondire una singola dimensione, sul sito trovate un esempio dedicato alla dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell’apprendimento e una traccia per la descrizione dell’asse cognitivo.

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Il file segue le dodici sezioni del modello nazionale per la scuola primaria (DM 153/2023), con le quattro Dimensioni già compilate per un alunno con disabilità intellettiva lieve, la programmazione per obiettivi minimi e i campi da completare evidenziati. È un esempio da adattare al tuo alunno e al suo Profilo di Funzionamento.

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Tre errori che rendono il PEI inservibile

Obiettivi non verificabili. “Migliorare l’autonomia” non si può verificare a giugno. “Preparare il materiale seguendo una lista” sì. La differenza non è formale: dal secondo si capisce se l’anno è andato come previsto.

Obiettivi copiati dalla programmazione di classe. Se l’obiettivo è identico a quello dei compagni, il PEI non sta progettando nulla. Se è scollegato del tutto, l’alunno lavora accanto alla classe e non dentro la classe. Il punto sta nel raccordo, ed è il lavoro più difficile.

Strategie generiche. “Semplificare” e “utilizzare mappe” non dicono cosa farete lunedì mattina. Una strategia utile si riconosce da questo: un supplente che legge il PEI capisce come impostare la lezione.

Scadenze e firme

Il GLO è composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, ed è presieduto dal dirigente scolastico o da un suo delegato.

Adempimento Quando
PEI provvisorio entro il 30 giugno
Approvazione e sottoscrizione del PEI definitivo entro il 15 ottobre per i nuovi iscritti; entro giugno per chi è già nella stessa scuola
Verifica finale entro il 30 giugno

Attenzione: fino a settembre il decreto diceva “di norma”. Dal 1° ottobre 2026 non è più così: il decreto-legge 170 scrive che il PEI definitivo dei nuovi iscritti va approvato “entro e non oltre il 15 ottobre”, e quello degli alunni già seguiti nella stessa scuola entro giugno, con correttivi entro le prime due settimane di ottobre.

Per la parte formale del verbale, sul sito c’è un esempio di verbale di approvazione del PEI.

In sintesi

Le dimensioni sono quattro e vanno tutte compilate, anche quando una di esse non presenta criticità: in quel caso lo si scrive.

Per ciascuna servono obiettivi verificabili, attività concrete e strategie che qualcun altro possa applicare leggendole.

E il documento parte dal Profilo di Funzionamento. L’osservazione in classe serve a raccontare come quel funzionamento si manifesta fra i banchi, che è esattamente ciò che nessun altro documento può dire al posto vostro.

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