Alla scuola primaria l’alunno con disabilità certificata riceve, come i compagni, un giudizio sintetico per ogni disciplina: ottimo, distinto, buono, discreto, sufficiente o non sufficiente. La differenza sta nel metro. Per lui la valutazione è correlata agli obiettivi individuati nel PEI, non a quelli della classe: lo stabilisce l’articolo 4 dell’ordinanza ministeriale 9 gennaio 2025, n. 3. Lo stesso “buono” quindi dice quanto l’alunno ha raggiunto gli obiettivi scritti per lui.
Per le scuole che dividono l’anno in quadrimestri lo scrutinio arriva fra gennaio e febbraio: i giudizi si preparano adesso, mentre si raccolgono gli esiti. Sotto trovi cosa dice la norma, una proposta per leggere i sei giudizi rispetto al PEI, un esempio compilato e come si scrive il giudizio globale.
Che cosa dice la norma, e che cosa non dice
Le regole sono tre, tutte in testi brevi:
- Ordinanza 3/2025, articolo 4: la valutazione degli alunni con disabilità certificata “è correlata agli obiettivi individuati nel piano educativo individualizzato”.
- Nota ministeriale 2867 del 23 gennaio 2025: per gli alunni con disabilità “i giudizi sintetici delle discipline andranno correlati a quanto previsto” dal PEI.
- Decreto interministeriale 182/2020, articolo 10: se l’alunno segue la progettazione della classe “si applicano gli stessi criteri di valutazione”; se ci sono personalizzazioni negli obiettivi e nei criteri, si valuta su quelle.
Su un punto circolano informazioni sbagliate. Diversi siti scrivono che nel documento di valutazione dell’alunno con PEI sia obbligatorio riportare gli obiettivi del piano. L’ordinanza non lo dice: all’articolo 3, comma 3, prevede che le scuole “possono riportare nel documento di valutazione i principali obiettivi di apprendimento”. È una scelta della scuola, valida per tutti gli alunni.
Il docente di sostegno, infine, non valuta solo l’alunno che segue: “partecipa alla valutazione di tutte le alunne e gli alunni della classe” (D.Lgs. 62/2017, art. 2, comma 6).
I sei giudizi letti sugli obiettivi del PEI
Le descrizioni ufficiali dei giudizi stanno nell’Allegato A dell’ordinanza e guardano a tre cose: autonomia, continuità e complessità dei compiti. Il “sufficiente”, per esempio, è l’alunno che “svolge le attività principalmente sotto la guida e con il supporto del docente”. Per l’alunno con PEI le stesse tre dimensioni si possono leggere sugli obiettivi personalizzati. Questa è la nostra proposta, da condividere con il team e da allineare ai criteri della tua scuola:
| Giudizio | Rispetto agli obiettivi personalizzati del PEI |
|---|---|
| Ottimo | Raggiunge tutti gli obiettivi del periodo in autonomia e li applica anche in situazioni nuove |
| Distinto | Raggiunge tutti gli obiettivi del periodo in autonomia, con continuità, in situazioni note |
| Buono | Raggiunge gli obiettivi con aiuti minimi (promemoria, materiale di supporto) e con continuità |
| Discreto | Raggiunge la maggior parte degli obiettivi, con aiuti regolari, in modo non sempre costante |
| Sufficiente | Raggiunge alcuni obiettivi, principalmente con la guida e il supporto del docente |
| Non sufficiente | Non raggiunge gli obiettivi neppure con la guida del docente |
Sull’ultima riga vale una cautela. Se un alunno con PEI non raggiunge nessun obiettivo, prima di scrivere “non sufficiente” conviene chiedersi se gli obiettivi erano adeguati: spesso è il PEI che va rivisto, e la sede giusta è il GLO di verifica intermedia, che si riunisce almeno una volta fra novembre e aprile (D.I. 182/2020, art. 4, comma 2).
Un esempio compilato
Giulia (nome di fantasia) è in quarta e segue la progettazione della classe con obiettivi personalizzati in italiano, matematica e storia, come nel nostro esempio di PEI per disabilità intellettiva lieve.
| Disciplina | Obiettivi del PEI nel periodo | Esito a gennaio | Giudizio proposto |
|---|---|---|---|
| Italiano | Legge un testo di 8-10 righe e risponde a 4 domande; scrive 4-5 frasi con una traccia | Comprensione raggiunta con testi noti (3-4 risposte su 4), con testi nuovi 2 su 4; scrive 3 frasi collegate | Discreto |
| Matematica | Moltiplicazioni a una cifra con la tavola pitagorica; problemi con una sola operazione | Moltiplicazioni raggiunte; problemi raggiunti per addizione e sottrazione | Buono |
| Storia | Ricava 3 informazioni da una linea del tempo semplificata | Raggiunto in autonomia sugli argomenti studiati | Distinto |
Ogni giudizio poggia su un esito documentato: quante risposte, con quale aiuto, su quali testi. È quello che permette di difenderlo in scrutinio e di spiegarlo alla famiglia.
Il primo quadrimestre del sostegno, già pronto in Word
Sei file per il periodo che va dal GLO di verifica intermedia allo scrutinio: tre relazioni intermedie già compilate (autismo in classe seconda, disabilità intellettiva lieve in quarta, ADHD in terza) con tabella obiettivi-esiti e banca di frasi, il verbale del GLO di verifica intermedia con le revisioni sezione per sezione, e il documento sulla valutazione con PEI, con i tre giudizi globali completi. Sono esempi su casi di fantasia, da adattare al Profilo di Funzionamento e al PEI del tuo alunno. Li ha preparati la redazione di docentidisostegno.it.
Come si scrive il giudizio globale
Oltre ai giudizi per disciplina, il documento di valutazione ha il giudizio globale. La nota 2867 lo definisce come la “descrizione dei processi formativi in termini di progressi nello sviluppo culturale, personale e sociale e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti conseguito”. Per l’alunno con PEI valgono le stesse regole della classe: si dice che cosa sa fare, come è cambiato e come partecipa. Non si scrive la diagnosi, che resta nel PEI e nel fascicolo riservato.
Un esempio, sempre per Giulia:
Giulia partecipa con interesse alle attività della classe, in particolare a quelle pratiche e di gruppo, ed è ben inserita fra i compagni. Ha fatto progressi nella comprensione di testi su argomenti noti e nel calcolo con la tavola pitagorica. Va sostenuta nella richiesta di aiuto quando non capisce una consegna.
Tre frasi: partecipazione, progressi concreti, un punto su cui lavorare. Niente aggettivi generici come “volenteroso” o “fragile”, che non dicono nulla a chi legge.
E il comportamento?
Alla primaria il comportamento si valuta “collegialmente dai docenti con un giudizio sintetico riportato nel documento di valutazione” (D.Lgs. 62/2017, art. 2, comma 5) e si riferisce alle competenze di cittadinanza. Per l’alunno con PEI ha senso tenere conto degli obiettivi della Dimensione della relazione e dei progressi documentati. Se il PEI lavora proprio su un comportamento, per esempio l’attesa del turno, il giudizio dovrebbe registrare i passi avanti invece di contare solo gli episodi.
Esempi di obiettivi della Dimensione della relazione, scritti in modo verificabile, li trovi nei nostri esempi di PEI per alunno con ADHD e di PEI per alunno con autismo.
Domande frequenti
Nel documento di valutazione devo scrivere gli obiettivi del PEI?
Non è un obbligo dell’ordinanza: l’articolo 3, comma 3, dice che le scuole “possono” riportare i principali obiettivi di apprendimento. Molte scuole lo fanno per tutti gli alunni. Per l’alunno con PEI, se la scuola non li riporta, conviene comunque che siano chiari nel verbale dello scrutinio e nel PEI.
Chi decide il giudizio dell’alunno con PEI?
La valutazione è collegiale: la esprimono i docenti contitolari della classe, compreso il docente di sostegno. Di solito il docente di sostegno porta la proposta costruita con i docenti delle discipline, insieme agli esiti degli obiettivi.
Se l’alunno segue la programmazione della classe, si usano gli obiettivi del PEI?
Se segue la progettazione della classe senza personalizzazioni, si applicano gli stessi criteri di valutazione dei compagni (D.I. 182/2020, art. 10). Le misure di supporto previste dal PEI, come tempi più lunghi o verifiche in due tempi, restano.