La relazione intermedia del docente di sostegno racconta il primo quadrimestre: da dove partiva l’alunno, a che punto è con ciascun obiettivo del PEI, quali strategie hanno funzionato e che cosa si propone per il resto dell’anno. Per un alunno con disturbo dello spettro autistico la parte che conta di più è la seconda: gli obiettivi del PEI, con l’esito a gennaio e l’aiuto con cui è stato raggiunto. È il materiale su cui il GLO di verifica intermedia decide se rivedere il PEI.
Non esiste un modello nazionale della relazione intermedia: forma e scadenza le decide la scuola. Sotto trovi la struttura che regge in qualsiasi istituto e un esempio svolto su un caso di fantasia.
A che cosa serve e quando si scrive
La relazione intermedia si consegna in genere prima dello scrutinio del primo periodo o prima del GLO di verifica intermedia, che il decreto interministeriale 182/2020 colloca “almeno una volta, da novembre ad aprile” (art. 4, comma 2). Le Linee guida sul PEI precisano che in quell’incontro “potranno essere aggiornate le risultanze relative alle osservazioni svolte”.
In pratica la relazione serve a tre cose: documentare i progressi, motivare le eventuali modifiche al PEI e preparare la valutazione del quadrimestre, che per l’alunno con disabilità è correlata agli obiettivi del PEI.
Le sei parti
- Situazione di partenza: che cosa faceva l’alunno a settembre, in termini osservabili.
- Obiettivi del PEI ed esiti a metà anno: gli stessi obiettivi del PEI approvato, con le stesse parole, e accanto l’esito e l’aiuto.
- Strategie che funzionano e strategie da rivedere.
- Partecipazione alla vita della classe: in quali attività sta con i compagni e come.
- Rapporti con la famiglia e con i servizi.
- Proposte per il secondo quadrimestre, da portare al GLO.
L’esempio svolto
Matteo (nome di fantasia) è in seconda primaria, al secondo anno con lo stesso team.
1. Situazione di partenza (estratto)
A settembre entrava in aula con l’aiuto dell’adulto, comunicava i bisogni con parole singole e indicando, partecipava alle attività di classe per periodi di 5-10 minuti e reagiva ai cambi di attività non annunciati con pianto o allontanamento.
2. Obiettivi del PEI ed esiti a metà anno
| Dimensione e obiettivo del PEI | Esito a gennaio | Con quale aiuto |
|---|---|---|
| Relazione: partecipa a un gioco strutturato a coppie con un compagno per 10 minuti | Raggiunto: due volte a settimana con il compagno tutor; con altri compagni circa 5 minuti | Regole del gioco in immagini; adulto a distanza |
| Comunicazione: chiede aiuto o una pausa con la parola “aiuto” o con la carta della pausa | Parzialmente raggiunto: usa la carta in modo spontaneo, la parola solo se sollecitato | Carta sul banco; promemoria verbale |
| Autonomia: passa da un’attività all’altra seguendo l’agenda visiva della mattina | Raggiunto: le crisi ai cambi passano da 3-4 a settimana (ottobre) a una ogni due settimane (gennaio) | Agenda visiva sul banco, avviso 2 minuti prima |
| Apprendimento: legge e scrive parole bisillabe piane; conta e confronta quantità entro 20 | Legge bisillabe piane; scrive sotto dettatura 6 parole su 10; quantità entro 20 raggiunto con materiale concreto | Lettere mobili, materiale strutturato |
Ogni riga ha un numero o una frequenza: “due volte a settimana”, “una ogni due settimane”, “6 parole su 10”. È ciò che permette al GLO di dire se un obiettivo va confermato, alzato o cambiato.
3. Strategie (estratto)
Funzionano: agenda visiva della mattina, avviso prima del cambio di attività, consegne brevi con un esempio già svolto. Da rivedere: in mensa il rumore porta Matteo ad allontanarsi dal tavolo; si propone di provare il primo turno o un tavolo vicino alla parete.
6. Proposte (estratto)
Confermare gli obiettivi di Relazione e Autonomia alzando l’esito atteso (gioco con due compagni; cambi di attività senza avviso individuale). Comunicazione: lavorare sulla richiesta spontanea di aiuto, prima con l’adulto, poi con il compagno tutor.
Vuoi la relazione completa in Word, insieme alle altre?
L’esempio di Matteo è uno dei sei file del kit del primo quadrimestre: tre relazioni intermedie già compilate (autismo in seconda, disabilità intellettiva lieve in quarta, ADHD in terza) con tabella obiettivi-esiti e banca di frasi, il verbale del GLO di verifica intermedia e la proposta per la valutazione con i giudizi sintetici. Sono esempi da adattare al Profilo di Funzionamento e al PEI del tuo alunno. Li ha preparati la redazione di docentidisostegno.it.
Gli errori che la rendono inutile
- Descrivere la diagnosi invece dell’alunno. “Presenta le caratteristiche tipiche del disturbo” non dice nulla a chi legge. Si scrive che cosa fa Matteo, quando e con quale aiuto.
- Obiettivi diversi da quelli del PEI. Se la relazione riformula gli obiettivi con altre parole, il GLO non può confrontarli. Si copiano dal PEI approvato.
- “Ha fatto progressi” senza un dato. Un progresso si misura: prima e dopo, con la stessa unità (volte a settimana, minuti, parole su dieci).
- Tacere le strategie che non funzionano. Sono le più utili per il GLO: dicono dove cambiare.
- Dimenticare il contesto. Le difficoltà possono dipendere anche dal contesto: rumore, cambi improvvisi, spazi affollati. Annotarli prepara le modifiche alla sezione del PEI sul contesto, cioè barriere e facilitatori.
Dalla relazione al PEI e alla valutazione
Gli esiti della tabella servono anche per i voti, o meglio per i giudizi: alla primaria i giudizi sintetici dell’alunno con disabilità sono correlati agli obiettivi del PEI, e come si passa dagli uni agli altri lo spieghiamo nella guida ai giudizi sintetici per l’alunno con PEI.
Se gli obiettivi del PEI vanno riscritti, gli esempi di PEI per alunno con autismo e di PEI per alunno con autismo non verbale mostrano come si formulano in modo verificabile, Dimensione per Dimensione. Per la relazione di fine anno c’è invece il nostro esempio di relazione finale per un allievo con disabilità.
Domande frequenti
La relazione intermedia è obbligatoria?
Non c’è un modello nazionale: in genere la richiede la scuola, con una circolare del dirigente prima degli scrutini, che ne fissa anche forma e scadenza. Il GLO di verifica intermedia invece è previsto dal decreto 182/2020. Per la scuola dell’infanzia, dove non ci sono scrutini, c’è l’esempio di relazione intermedia per un bambino con autismo all’infanzia.
Chi la firma?
Il docente di sostegno, che la condivide con il team della classe. Gli esiti nelle discipline vanno concordati con i docenti curricolari, perché saranno la base dei giudizi.
Si consegna anche alla famiglia?
Contiene dati personali e relativi alla salute: si conserva nel fascicolo riservato e circola per i canali della scuola. Con la famiglia se ne condividono i contenuti nel GLO e nei colloqui.