Idee per un progetto di inclusione alla primaria: 8 progetti con obiettivi e verifica

Idee per un progetto di inclusione alla scuola primaria: otto progetti con obiettivi e verifica

Un buon progetto di inclusione non è un’attività speciale per l’alunno con disabilità: è un’attività per tutta la classe, in cui ognuno ha un ruolo adatto a ciò che sa fare, e che serve anche agli obiettivi del PEI. Sotto trovi otto idee per la primaria, già pensate così: per ciascuna l’attività, gli obiettivi collegati alle Dimensioni del PEI e come verificare se ha funzionato. In fondo, la scheda per presentare il progetto al team o al collegio.

Dove si colloca un progetto di inclusione

Ogni scuola, quando definisce il PTOF, predispone il Piano per l’inclusione, che serve tra l’altro a “progettare e programmare gli interventi di miglioramento della qualità dell’inclusione scolastica” (D.Lgs. 66/2017, art. 8). Il gruppo che supporta il collegio dei docenti nel definirlo e realizzarlo è il GLI, il Gruppo di lavoro per l’inclusione (legge 104/1992, art. 15).

In pratica un progetto di classe può nascere dal team e restare nella programmazione della classe, oppure, se coinvolge più classi o risorse della scuola, passare dal GLI e dal collegio. Nel secondo caso conviene presentarlo a inizio anno o comunque con qualche settimana di anticipo.

Le 8 idee

# Progetto Dimensione del PEI su cui lavora di più Durata indicativa
1 Tutoraggio fra pari a rotazione Relazione e socializzazione Tutto l’anno, 2 volte a settimana
2 La cucina della classe: ricette illustrate Autonomia; apprendimento (numeri e misure) 6-8 incontri
3 L’orto a scuola Autonomia e orientamento Da marzo a giugno
4 Giochi da tavolo cooperativi in ricreazione Relazione; rispetto delle regole Un quadrimestre
5 Il libro della classe con parole e immagini Comunicazione e linguaggio 2-3 mesi
6 Teatro con ruoli diversi Comunicazione; relazione Fino alla recita di fine anno
7 Percorsi motori per tutti Autonomia (motricità); relazione 8-10 lezioni di motoria
8 La bottega della classe Apprendimento (denaro, calcolo); relazione 4-6 incontri e una giornata finale

1. Tutoraggio fra pari a rotazione

Ogni settimana due o tre compagni diversi lavorano in coppia con l’alunno con PEI su un’attività precisa: leggere insieme, svolgere un esercizio, preparare il materiale. Il compagno tutor riceve un compito chiaro (“leggi tu la domanda, lui sceglie la risposta”), non un generico “aiutalo”. Rotazione obbligatoria: se il tutor è sempre lo stesso, diventa un assistente e non un compagno.

Verifica: il numero di compagni con cui l’alunno lavora volentieri a fine periodo, e il tempo che resta sul compito in coppia rispetto al lavoro da solo.

2. La cucina della classe: ricette illustrate

Una ricetta semplice e senza cottura (spremuta, macedonia, panino) diventa una sequenza di immagini numerate. La classe divisa in gruppi prepara la ricetta seguendo la sequenza; l’alunno con PEI ha un ruolo fisso, per esempio controllare che i passaggi siano rispettati spuntando le immagini. Si lavora su numeri, misure, ordine dei passaggi e autonomia. Prima di partire si raccolgono le informazioni su allergie e intolleranze di tutta la classe.

Verifica: quanti passaggi della sequenza l’alunno esegue senza aiuto, dalla prima all’ultima ricetta.

3. L’orto a scuola

Bastano alcune cassette sul davanzale o un angolo del cortile. Ogni gruppo ha un compito a rotazione (annaffiare, misurare la crescita, registrare sul calendario). È un’attività con routine fisse e prevedibili, utile agli obiettivi di autonomia e di orientamento nel tempo, e porta scienze e matematica fuori dal quaderno.

Verifica: l’alunno svolge il suo compito nel giorno giusto seguendo il calendario, con quale aiuto.

4. Giochi da tavolo cooperativi in ricreazione

La ricreazione è il momento in cui l’inclusione si vede davvero, perché non è guidata dall’adulto. Una scatola di giochi cooperativi, in cui si vince o si perde tutti insieme, toglie la competizione che spesso porta ai litigi. Si parte con l’adulto che spiega le regole a un piccolo gruppo, poi ci si ritira gradualmente.

Verifica: numero di partite giocate con compagni diversi; episodi di conflitto prima e dopo, se la relazione è un obiettivo del PEI.

5. Il libro della classe con parole e immagini

La classe costruisce un libro sulle proprie giornate o su un racconto letto insieme, con frasi brevi e un’immagine per ogni frase, fotografie o disegni dei bambini. Diventa uno strumento di lettura per tutti e, per l’alunno con difficoltà di comunicazione, un supporto da usare anche a casa. Se si usano simboli scaricati da raccolte online, va controllata la loro licenza d’uso.

Verifica: quante pagine l’alunno legge o racconta, e con quale supporto.

6. Teatro con ruoli diversi

Uno spettacolo breve in cui i ruoli non sono solo le parti recitate: c’è chi suona, chi cura i cartelli, chi fa i rumori di scena, chi presenta. L’alunno con PEI ha un ruolo vero e riconoscibile, provato più volte, non una comparsa. Funziona anche con chi non usa il linguaggio verbale, scegliendo un ruolo sonoro o visivo.

Verifica: l’alunno porta a termine il suo ruolo nelle prove e nella recita, con quale aiuto.

7. Percorsi motori per tutti

Un percorso a stazioni in palestra, in cui ogni stazione ha due o tre livelli di difficoltà e ognuno sceglie il proprio. Nessuno è escluso dal gioco finale perché le regole prevedono livelli diversi fin dall’inizio. Un esempio di progetto di attività motoria, raccontato da una docente in tirocinio, è Mettersi in gioco.

Verifica: stazioni completate e livello scelto all’inizio e alla fine del percorso.

8. La bottega della classe

Per alcune settimane la classe prepara oggetti o biglietti da “vendere” con monete finte, poi apre la bottega per un’altra classe. Si lavora sul valore del denaro, sul resto, sulla relazione con il cliente. L’alunno con PEI può fare il cassiere con un supporto visivo dei prezzi o il commesso che consegna la merce.

Verifica: operazioni di cassa svolte correttamente, con quale supporto.

Gli otto progetti già scritti in Word

Se vuoi partire subito, nel kit trovi questi otto progetti compilati, ciascuno con bisogni, obiettivi per la classe, obiettivi collegati alle Dimensioni del PEI, attività incontro per incontro e griglia di verifica con inizio e fine. In più la giornata del 3 dicembre come vetrina del progetto (programma, lettera alle famiglie, lista di controllo) e la scheda progetto vuota per il team o il GLI. Undici file Word da adattare, 12,90 euro + IVA.

Vedi il kit dei progetti di inclusione

Per osservare la classe prima di scegliere c’è anche la scheda di osservazione gratuita.

Come collegare il progetto al PEI

Un progetto di classe diventa utile anche per l’alunno con disabilità quando le sue attività sono scritte come obiettivi verificabili del PEI. Due esempi di riscrittura:

Nel progetto Nel PEI
Partecipa al tutoraggio fra pari Lavora in coppia con un compagno su un compito di lettura per 10 minuti, con tre compagni diversi entro fine quadrimestre
Fa il cassiere nella bottega Esegue il resto fino a 5 euro con le monete e la tabella dei prezzi, in 4 operazioni su 5

Per scegliere le Dimensioni su cui puntare torna utile la tabella di corrispondenza fra domini del Profilo di Funzionamento e Dimensioni del PEI.

La scheda per presentare il progetto

Che lo porti al team o al GLI, un progetto si legge meglio se sta in una pagina:

  1. Titolo e classi coinvolte.
  2. Bisogni da cui nasce: che cosa avete osservato nella classe (non la diagnosi di un alunno).
  3. Obiettivi per la classe e, a parte, quelli che il progetto aiuta a raggiungere nel PEI.
  4. Attività, con i ruoli di ciascuno.
  5. Tempi: quando, quante volte, per quanto.
  6. Risorse: docenti, spazi, materiali, eventuali costi.
  7. Verifica: che cosa misurerete, all’inizio e alla fine.

Una guida passo passo su come si scrive un progetto, con la parte di programmazione, la trovi in come realizzare un progetto di inclusione scolastica.

E il 3 dicembre?

Il 3 dicembre è la Giornata internazionale delle persone con disabilità, e molte scuole la usano come occasione per un’attività aperta. Funziona meglio se è la vetrina di un progetto che dura da settimane, per esempio la bottega o lo spettacolo, invece di un evento isolato. Abbiamo raccolto cosa prevede la giornata in 3 dicembre, giornata internazionale delle persone con disabilità.

Domande frequenti

Il progetto di inclusione va approvato dal collegio?

Se resta dentro la programmazione della classe e non chiede risorse aggiuntive, di solito basta la condivisione nel team. Se coinvolge più classi, orari diversi, uscite o costi, segue le procedure della scuola, che in genere passano dal collegio dei docenti.

Si può fare un progetto solo per l’alunno con disabilità?

Si può, ma non è un progetto di inclusione: è un intervento individuale, e il suo posto è il PEI. L’inclusione richiede che l’alunno faccia la stessa attività dei compagni, con un ruolo adatto a lui.

Come si verifica un progetto di inclusione?

Si decide prima che cosa misurare, e si misura all’inizio e alla fine: tempo sul compito, numero di compagni coinvolti, passaggi svolti senza aiuto. Senza un dato iniziale, la verifica finale diventa un’impressione.

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