La differenza tra PEI e PDP sta nel documento che l’alunno ha, non nella gravità delle sue difficoltà. Il PEI, piano educativo individualizzato, è per l’alunno con disabilità accertata ai sensi della legge 104/1992: lo elabora e approva il GLO, definisce le ore di sostegno e dal 2026 si approva entro il 15 ottobre per i nuovi iscritti. Il PDP, piano didattico personalizzato, è per l’alunno con disturbo specifico di apprendimento (legge 170/2010) e per gli altri bisogni educativi speciali: lo scrive il team dei docenti o il consiglio di classe, entro il primo trimestre, e non prevede ore di sostegno. Sotto trovi le differenze in una tabella e, caso per caso, quale documento serve.
Punti chiave
- PEI: alunno con disabilità certificata (legge 104/1992). Lo elabora e approva il GLO, con famiglia e servizi. Definisce le ore di sostegno.
- PDP: alunno con DSA certificato (legge 170/2010) o con altri BES (direttiva del 27 dicembre 2012). Lo scrive il team docenti o il consiglio di classe, in raccordo con la famiglia.
- Lo stesso disturbo può portare all’uno o all’altro: un alunno con ADHD ha il PEI se ha la certificazione 104, il PDP se non ce l’ha.
- Per i BES senza certificazione il PDP non è automatico: il consiglio decide e motiva la scelta a verbale.
Le differenze tra PEI e PDP in una tabella
PEI e PDP non sono due versioni, una più leggera e una più pesante, dello stesso documento. Rispondono a leggi diverse, li scrivono persone diverse e cambiano anche il modo in cui l’alunno viene valutato.
| PEI | PDP | |
|---|---|---|
| Per chi | Alunno con disabilità accertata ai fini dell’inclusione scolastica (legge 104/1992) | Alunno con DSA (legge 170/2010) o con altri bisogni educativi speciali |
| Chi lo scrive | Il GLO: team docenti o consiglio di classe, famiglia, servizi sanitari, altre figure | Il team docenti alla primaria, il consiglio di classe alla secondaria |
| Entro quando | 15 ottobre per nuovi iscritti e nuove certificazioni; entro giugno per chi è già nella stessa scuola | Entro il primo trimestre scolastico (DSA) |
| Ore di sostegno | Sì, le definisce il PEI con adeguata motivazione | No |
| Cosa contiene | Le 12 sezioni del modello nazionale: quattro Dimensioni, contesto, percorso curricolare, risorse | Attività individualizzate e personalizzate, strumenti compensativi, misure dispensative, verifica e valutazione |
| Valutazione | Riferita al PEI e agli altri documenti della legge 104 (D.Lgs. 62/2017, art. 11, comma 1) | Coerente con il PDP (D.Lgs. 62/2017, art. 11, commi 9 e 10, per i DSA) |
Il punto che confonde di più è il primo. Il PEI non è “il PDP per i casi gravi”. Un alunno con un disturbo lieve ma certificato ai sensi della legge 104 ha il PEI; un alunno con difficoltà importanti ma senza certificazione 104 ha, al massimo, il PDP.
PEI: per chi è, chi lo scrive, che cosa contiene
Il PEI è il documento dell’alunno con disabilità. Il decreto interministeriale 182 del 2020 dice che “è elaborato e approvato dal GLO” e che tiene conto dell’accertamento della condizione di disabilità e del Profilo di Funzionamento. Il GLO è composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe, è presieduto dal dirigente scolastico e comprende i genitori, i servizi sanitari e le figure che lavorano con l’alunno. Il docente di sostegno ne fa parte in quanto contitolare della classe.
Il modello è nazionale, diverso per grado di scuola, ed è organizzato in quattro Dimensioni: relazione, comunicazione, autonomia, area cognitiva e dell’apprendimento. Dal 1° ottobre 2026, con il decreto-legge 170, il PEI “definisce, con adeguata motivazione, il numero di ore di sostegno da assegnare alla classe” e si approva entro il 15 ottobre per i nuovi iscritti e le nuove certificazioni. Per gli esempi compilati, disabilità per disabilità, c’è la raccolta degli esempi di PEI compilati, caso per caso.
PDP: per chi è, chi lo scrive, che cosa contiene
Il PDP nasce con la legge 170 del 2010 per i disturbi specifici di apprendimento: dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia. Le Linee guida del 2011 chiedono alla scuola di predisporlo “in tempi che non superino il primo trimestre scolastico”, con almeno queste voci: dati dell’alunno, tipologia di disturbo, attività individualizzate e personalizzate, strumenti compensativi, misure dispensative, forme di verifica e valutazione personalizzate. Aggiungono che “è fondamentale il raccordo con la famiglia”.
Con la direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 lo strumento è stato esteso agli altri bisogni educativi speciali. La circolare n. 8 del 2013 lo definisce lo “strumento privilegiato” per il percorso personalizzato. Per i tempi di quest’anno c’è il pezzo sulla scadenza del PDP per gli alunni con BES.
Quale serve, caso per caso
| Situazione dell’alunno | Documento | Su che base |
|---|---|---|
| Autismo, sindrome di Down, disabilità intellettiva, con certificazione 104 | PEI | Legge 104/1992, DI 182/2020 |
| ADHD con certificazione 104 | PEI | Legge 104/1992 |
| ADHD senza certificazione 104 | PDP | Direttiva 27 dicembre 2012, par. 1.3 |
| DSA: dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia | PDP | Legge 170/2010, Linee guida 2011 |
| Svantaggio socio-economico, linguistico o culturale, senza diagnosi | PDP, se il consiglio lo decide | Circolare n. 8/2013, con motivazione a verbale |
| Alunno straniero appena arrivato | PDP, con misure dispensative transitorie | Circolare n. 8/2013 |
| Alunno ad alto potenziale (plusdotato) | PDP, se il team lo ritiene utile | Nota MIUR 562/2019 |
ADHD. È il caso in cui la domanda “PEI o PDP?” si pone più spesso, perché vale l’uno o l’altro. La direttiva del 2012 lo dice in modo esplicito: “vi sono moltissimi ragazzi con ADHD che, in ragione della minor gravità del disturbo, non ottengono la certificazione di disabilità, ma hanno pari diritto a veder tutelato il loro successo formativo”. Per loro c’è il PDP; per chi ha la certificazione 104 c’è il PEI, come nell’esempio del PEI per alunno con ADHD. Lo stesso ragionamento vale per il disturbo oppositivo provocatorio.
BES senza diagnosi. La circolare n. 8 del 2013 chiede che questi bisogni siano individuati “sulla base di elementi oggettivi” o di “ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche”, e che il consiglio di classe o il team motivi le decisioni “verbalizzandole”. Le misure dispensative, in questi casi, hanno “carattere transitorio”. Come si scrive la motivazione è spiegato nel pezzo sul PDP per BES senza certificazione.
Alunni stranieri. La stessa circolare cita fra i casi possibili gli “alunni di origine straniera di recente immigrazione” che non conoscono ancora la lingua italiana. Un esempio di partenza è la relazione sull’alunno straniero appena arrivato.
Plusdotati. La nota MIUR 562 del 2019 rimette la scelta ai consigli di classe e ai team della primaria, “valutando l’eventuale convenienza di un percorso di personalizzazione formalizzato in un PDP”. Non è un obbligo. Un esempio è il PDP per alunno plusdotato.
Che cosa cambia per il docente di sostegno
Il docente di sostegno è assegnato alla classe in cui c’è un alunno con PEI, ed è contitolare: partecipa alla valutazione di tutti gli alunni, anche di quelli con PDP. In pratica lavora su entrambi i documenti, ma con un ruolo diverso.
Sul PEI è spesso lui a preparare la bozza, che però è del GLO e va approvata e firmata lì. Sul PDP il documento è del consiglio di classe o del team: il docente di sostegno contribuisce come gli altri docenti, perché le misure si applicano nelle singole discipline. Confondere i due ruoli porta a un errore frequente, il PDP scritto dal solo docente di sostegno, che poi nessun collega applica.
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Domande frequenti
Un alunno può avere sia il PEI sia il PDP?
Il modello nazionale di PEI ha già una sezione, la 8, dedicata al percorso curricolare: è lì che si scrivono le personalizzazioni nelle discipline, le strategie e i criteri di valutazione per l’alunno con disabilità.
Chi decide se fare il PEI o il PDP?
Non lo decide la scuola in base alle difficoltà osservate. Il PEI segue la certificazione di disabilità ai sensi della legge 104, il PDP per i DSA segue la diagnosi ai sensi della legge 170. Solo per i BES senza diagnosi è il consiglio di classe o il team a decidere se fare il PDP, motivandolo a verbale.
La famiglia deve firmare il PDP?
Le Linee guida DSA chiedono il raccordo con la famiglia nella predisposizione del PDP, e la direttiva del 2012 gli attribuisce la funzione di documentare alle famiglie le strategie adottate. Il modo in cui la famiglia lo sottoscrive lo stabilisce la scuola nel proprio modello.
Il PDP dà diritto all’insegnante di sostegno?
No. Le ore di sostegno sono legate alla disabilità certificata e le definisce il PEI. Con il PDP l’alunno ha strumenti compensativi, misure dispensative e una valutazione coerente con il piano, ma non il docente di sostegno.