Dal 4 agosto 2026 è disponibile sul sito dell’INPS il servizio telematico per presentare l’istanza di attivazione del Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato, previsto dalla riforma della disabilità. La procedura è stata illustrata dall’Istituto con i messaggi n. 2550 e n. 2551 del 4 agosto 2026.
Il servizio, denominato “SISDA – trasmissione istanze per il progetto di vita”, è rivolto alle persone residenti nei territori coinvolti nella fase di sperimentazione. Non si tratta di una domanda per ottenere automaticamente un bonus economico, ma dell’avvio di un percorso finalizzato a individuare i sostegni più adatti alle necessità, alle preferenze e agli obiettivi della persona con disabilità.
La riforma, introdotta dal decreto legislativo n. 62 del 2024, prevede il passaggio a un modello di presa in carico integrata, nel quale la persona non viene considerata soltanto sulla base della propria condizione sanitaria, ma anche in relazione al contesto familiare, sociale, educativo e lavorativo.
Che cos’è il Progetto di Vita e a cosa serve
Il Progetto di Vita è un percorso personalizzato che punta a promuovere l’autonomia, l’inclusione e la partecipazione della persona con disabilità nei diversi ambiti della vita quotidiana.
La sua elaborazione avviene attraverso una valutazione multidimensionale, che tiene conto dei bisogni, delle capacità, delle aspirazioni e delle preferenze individuali. Il procedimento coinvolge la persona interessata e i servizi territoriali competenti, con il coordinamento dell’Ambito Territoriale Sociale (ATS).
Tra gli ambiti nei quali possono essere individuati interventi e sostegni rientrano:
- autonomia personale e abitativa;
- istruzione, formazione e apprendimento;
- inserimento e partecipazione al mondo del lavoro;
- salute, assistenza e riabilitazione;
- relazioni sociali e partecipazione alla comunità.
Il progetto può prevedere il coordinamento di risorse e servizi diversi, superando la frammentazione tra interventi sociali, sanitari e sociosanitari. La riforma contempla anche un budget di progetto, che raccoglie le risorse umane, professionali, tecnologiche, strumentali ed economiche destinate alla sua attuazione.
Chi può presentare la domanda all’INPS
L’accesso al servizio è regolato dai requisiti indicati dall’INPS e dalle disposizioni applicabili alla sperimentazione. La possibilità di presentare l’istanza non dipende esclusivamente dal possesso di una percentuale di invalidità: occorre verificare la specifica condizione riconosciuta e i criteri previsti dalla procedura.
Possono presentare l’istanza i soggetti ammessi dalla disciplina, direttamente oppure attraverso chi è legittimato a rappresentarli, secondo le modalità previste dall’INPS. Per i minorenni, la richiesta è presentata dal genitore o dal soggetto che ne esercita la rappresentanza.
Prima di procedere, è importante consultare le istruzioni ufficiali relative ai requisiti e alla documentazione già disponibile agli enti coinvolti. Non è opportuno considerare sufficiente, in ogni caso, il solo possesso di una certificazione di invalidità o della legge 104/1992 senza aver verificato le condizioni specifiche di accesso.
Come presentare la domanda per il Progetto di Vita
La richiesta può essere trasmessa online attraverso il servizio INPS “SISDA – trasmissione istanze per il progetto di vita”, disponibile nella sezione dedicata ai sostegni per le persone con disabilità.
La procedura prevede l’accesso con le credenziali digitali ammesse dal portale, come SPID, Carta d’identità elettronica (CIE), Carta nazionale dei servizi (CNS) o identità digitale europea eIDAS, secondo le indicazioni del servizio.
Una volta inviata l’istanza, l’INPS trasmette le informazioni previste alla struttura territoriale competente, affinché possa essere avviato il procedimento finalizzato alla valutazione multidimensionale.
Il percorso, in sintesi, si articola in queste fasi:
- Accesso al servizio INPS: entrare nella sezione dedicata al Progetto di Vita.
- Invio dell’istanza: compilare e trasmettere la richiesta secondo le istruzioni disponibili.
- Trasmissione delle informazioni: l’INPS mette a disposizione dell’ATS competente i dati previsti dalla procedura.
- Avvio della valutazione: i servizi territoriali avviano il percorso per elaborare il progetto personalizzato.
È disponibile anche un servizio di consultazione riservato agli operatori degli Ambiti Territoriali Sociali, che possono accedere alle istanze di propria competenza previa abilitazione.
La presentazione online non comporta l’assegnazione automatica di una somma di denaro: l’obiettivo è avviare un percorso di valutazione e coordinamento dei sostegni necessari.
In quali province è possibile presentare l’istanza nel 2026?
La sperimentazione della riforma è stata estesa progressivamente. Nel 2026 il nuovo sistema è operativo nei territori individuati dalle disposizioni governative, mentre l’entrata a regime su tutto il territorio nazionale è prevista dal 1° gennaio 2027.
Le estensioni sono state organizzate in tre fasi:
| Decorrenza | Territori coinvolti |
|---|---|
| 1° gennaio 2025 | Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste |
| 30 settembre 2025 | Alessandria, Lecce, Genova, Isernia, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza, Provincia autonoma di Trento e Aosta |
| 1° marzo 2026 | Altre 40 province, tra cui Catania, Messina, Caltanissetta, Roma, Milano, Torino, Bologna, Venezia e Verona |
L’elenco completo dei territori della terza fase è pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità.
Chi risiede in una provincia non ancora interessata dalla sperimentazione deve verificare con l’ATS competente le modalità disponibili e attendere l’applicazione delle nuove procedure secondo il calendario nazionale.
Che cosa cambia con la riforma dal 2027?
Dal 1° gennaio 2027 è previsto l’avvio a regime della riforma su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è rendere progressivamente uniforme il sistema di valutazione e di elaborazione del Progetto di Vita, superando la fase sperimentale.
La novità più importante è il principio della presa in carico integrata: i servizi coinvolti devono collaborare per costruire un percorso che risponda alle necessità effettive della persona, valorizzandone le scelte e le aspirazioni.
Per le persone con disabilità e le loro famiglie, il Progetto di Vita rappresenta quindi uno strumento per coordinare interventi e servizi in modo personalizzato. Per conoscere i requisiti applicabili al proprio caso e verificare la disponibilità del servizio, il riferimento resta la documentazione ufficiale dell’INPS e del Dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità.