Per un alunno con disturbo del linguaggio il PEI si scrive solo se c'è la certificazione di disabilità ai sensi della legge 104. Un disturbo specifico del linguaggio, da solo, rientra nei bisogni educativi speciali: lo strumento è il Piano didattico personalizzato, non il PEI. Quando invece la difficoltà di linguaggio fa parte di una condizione certificata, come una disabilità intellettiva, un disturbo dello spettro autistico o un'ipoacusia, il PEI c'è e il lavoro più importante si fa nella Dimensione della comunicazione e del linguaggio. Per le nuove certificazioni il tempo è poco: dal 1° ottobre il decreto-legge 170 del 2026 fissa al 15 ottobre l'approvazione del PEI definitivo.
Punti chiave
- Il disturbo specifico del linguaggio è uno dei "disturbi evolutivi specifici" della direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012: senza certificazione 104 si predispone un PDP.
- Con la certificazione 104 il modello è quello nazionale del decreto interministeriale 182 del 2020: cambiano gli obiettivi, non il documento.
- Nella Dimensione della comunicazione e del linguaggio si descrive comprensione, produzione e uso comunicativo, non "parla poco".
- Il PEI definitivo per nuovi iscritti e nuove certificazioni va approvato entro il 15 ottobre.
Prima domanda: PEI o PDP?
La risposta dipende dalla documentazione, non dalla gravità che si osserva in classe. La direttiva del 27 dicembre 2012 sui bisogni educativi speciali mette i deficit del linguaggio fra i disturbi evolutivi specifici, insieme a quelli della coordinazione motoria e all'ADHD, e precisa che queste condizioni possono non essere certificate ai sensi della legge 104. Per i disturbi con problematiche specifiche nell'area del linguaggio, e intelligenza nella norma, la direttiva riconosce il diritto alle stesse misure previste dalla legge 170 del 2010 per i DSA: strumenti compensativi e misure dispensative, scritti nel PDP.
| Situazione dell'alunno | Documento | Chi lo redige |
|---|---|---|
| Disturbo specifico del linguaggio, nessuna certificazione 104 | PDP | Consiglio di classe o team docenti |
| Disturbo del linguaggio dentro una condizione certificata 104 (disabilità intellettiva, autismo, ipoacusia, sindromi genetiche) | PEI | GLO |
| Nuova certificazione 104 arrivata a inizio anno | PEI definitivo entro il 15 ottobre | GLO |
La pagina sull'ADHD segue lo stesso ragionamento, e vale la pena tenerle insieme: i due profili si presentano spesso nella stessa classe e la confusione fra PEI e PDP è la stessa.
Che cosa chiedere alla documentazione sanitaria
Prima di scrivere una riga servono il Profilo di funzionamento, o la diagnosi funzionale dove il Profilo non c'è ancora, e la relazione del logopedista se la famiglia la consegna. Le domande utili sono tre: il problema riguarda soprattutto la comprensione o la produzione? L'alunno usa già un sistema di comunicazione aumentativa e alternativa? Ci sono indicazioni sull'uso di supporti visivi o di tempi di risposta più lunghi?
Il decreto 182 permette al dirigente di autorizzare, su richiesta, la partecipazione al GLO di un esperto indicato dalla famiglia, per esempio il logopedista privato, con valore consultivo e non decisionale. Se l'alunno ha bisogno di assistenza per la comunicazione, il PEI deve indicarla distintamente, separata dall'assistenza di base (articolo 12 del decreto).
Dimensione della comunicazione e del linguaggio: l'esempio compilato
Il decreto 182 definisce questa Dimensione come la competenza linguistica, intesa come comprensione del linguaggio orale, produzione verbale e uso comunicativo del linguaggio verbale o di linguaggi alternativi o integrativi, comprese le forme di comunicazione non verbale, artistica e musicale. Le tre parti si osservano e si scrivono separatamente.
Osservazione (esempio, classe terza primaria)
Comprende consegne orali brevi, di una sola azione, se accompagnate da un gesto o da un'immagine; con consegne di due o più passaggi esegue solo il primo. Nella produzione usa frasi di tre o quattro parole, con omissione di articoli e preposizioni; il lessico è adeguato per gli oggetti di uso quotidiano, povero per i termini delle discipline. Nella conversazione con i compagni prende la parola raramente, ma risponde se interpellato direttamente e si aiuta indicando.
Obiettivi
Eseguire consegne orali di due passaggi presentate con supporto visivo. Raccontare un'esperienza personale in una sequenza di tre frasi, con l'aiuto di immagini in ordine. Usare dieci termini chiave di scienze e geografia del primo quadrimestre in risposte orali brevi.
Interventi
Consegne spezzate e accompagnate da immagini o parole chiave scritte alla lavagna; tempo di risposta più lungo prima di riformulare la domanda; agenda visiva della giornata; schede lessicali per disciplina preparate con i docenti curricolari; interrogazioni con domande chiuse o a scelta prima delle domande aperte.
Verifica
Osservazione sistematica mensile su griglia condivisa; numero di consegne di due passaggi eseguite su dieci proposte; uso spontaneo dei termini chiave nelle verifiche orali.
Il criterio è lo stesso di tutte le Dimensioni: un obiettivo deve essere osservabile da chiunque in classe. "Migliorare l'espressione orale" non lo è; "raccontare un'esperienza in tre frasi in sequenza" sì.
Le altre tre Dimensioni, in breve
Relazione, interazione e socializzazione. La difficoltà a farsi capire produce spesso ritiro o reazioni di frustrazione. Si osserva in quali momenti l'alunno rinuncia a comunicare e con chi invece interagisce, e si programmano attività in piccolo gruppo dove il canale verbale non è l'unico disponibile.
Autonomia e orientamento. Qui si scrive che cosa l'alunno sa fare da solo quando la richiesta non passa dalla parola: seguire un'agenda visiva, chiedere aiuto con un gesto o un cartellino, orientarsi negli spazi della scuola.
Area cognitiva, neuropsicologica e dell'apprendimento. È la Dimensione in cui si sbaglia di più. Un alunno che non sa spiegare a voce un procedimento può averlo capito: va verificato con canali diversi, come il disegno, lo schema o l'esecuzione pratica. La direttiva del 2012 ricorda proprio il caso di una bassa intelligenza verbale associata a un'alta intelligenza non verbale. La tabella di corrispondenza fra domini e Dimensioni aiuta a riportare nel PEI quello che il Profilo di funzionamento dice in altri termini.
Gli errori che si ripetono
- Scrivere il PEI senza certificazione 104. Senza certificazione si fa il PDP, anche se le difficoltà sono serie.
- Descrivere il deficit invece del funzionamento. "Dislalia" o "eloquio povero" sono diagnosi o etichette: nel PEI va scritto che cosa l'alunno fa e in quali condizioni.
- Valutare il contenuto attraverso la forma. Nelle verifiche orali si penalizza la frase sgrammaticata invece della conoscenza. Le modalità di verifica vanno scritte nel PEI e rispettate da tutto il consiglio di classe.
- Confondere disturbo del linguaggio e autismo non verbale. Sono profili diversi, con obiettivi diversi: per il secondo c'è l'esempio di PEI per autismo non verbale.
Domande frequenti
Il logopedista può partecipare al GLO?
Sì, se la famiglia lo indica e il dirigente lo autorizza: il decreto 182 ammette un esperto indicato dalla famiglia, con parere consultivo. Partecipa invece a pieno titolo il rappresentante dell'unità di valutazione multidisciplinare dell'ASL.
Entro quando va approvato il PEI definitivo?
Entro il 15 ottobre per i nuovi iscritti e le nuove certificazioni, entro giugno per gli alunni già seguiti nella stessa scuola, con eventuali correttivi nelle prime due settimane di ottobre. Le regole complete sono nel pezzo sul PEI entro il 15 ottobre.
Con il PDP l'alunno ha l'insegnante di sostegno?
No. Il docente di sostegno è assegnato agli alunni con certificazione ai sensi della legge 104 e con PEI. Con il PDP le misure le mettono in atto i docenti della classe.
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