La relazione iniziale sull’alunno straniero appena arrivato serve a tre cose: documentare cosa sa fare nelle prime settimane, motivare la classe in cui è stato inserito e proporre al team un percorso personalizzato. Quest’anno ha un motivo in più per essere scritta bene. Il decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170 chiede alle scuole di inserire chi si iscrive in corso d’anno in classi dove gli alunni stranieri dei nuovi criteri non superano il 30%. Qui trovi le voci da scrivere, un esempio compilato e le frasi da adattare.
Punti chiave
- La classe di inserimento la individua il collegio dei docenti con una delibera, tenendo conto degli studi nel Paese di provenienza e dell’accertamento delle competenze (DPR 394/1999, art. 45).
- Dal 2026/2027 chi arriva in corso d’anno va inserito in classi in cui la presenza di alunni stranieri dei nuovi criteri non supera i limiti del 30% (DL 170/2026, art. 13).
- La relazione iniziale separa ciò che l’alunno sa fare nella lingua d’origine da ciò che non sa ancora dire in italiano.
- Per chi è arrivato da poco la circolare n. 8 del 2013 consente percorsi personalizzati di carattere transitorio, decisi e motivati dal team.
Cosa deve contenere la relazione iniziale
La relazione iniziale si scrive dopo due o tre settimane di osservazione, quando il team ha abbastanza elementi per proporre un percorso. Le voci essenziali sono cinque:
- Dati di arrivo: data di arrivo in Italia e di iscrizione, anni di scuola frequentati nel Paese di provenienza, lingua parlata in famiglia, eventuale titolo di studio.
- Classe di inserimento: la delibera del collegio dei docenti e i criteri usati.
- Accertamento delle competenze: italiano orale, lettura e scrittura nella lingua d’origine, matematica, relazione con i compagni.
- Percorso proposto: laboratorio di italiano come lingua seconda, supporti in classe, eventuale piano personalizzato.
- Obiettivi e verifica: cosa ci si aspetta entro la fine del quadrimestre e quando il team rivede il percorso.
Il punto che si dimentica più spesso è il terzo. Un alunno che non parla italiano non è un alunno che non sa: se legge e scrive nella lingua d’origine, le abilità strumentali ci sono già e si trasferiscono. La relazione lo deve dire, perché cambia il percorso.
La classe di inserimento: cosa dice la norma
L’articolo 45 del DPR 394/1999, nel testo modificato dal decreto 170, stabilisce che i minori stranieri soggetti all’obbligo di istruzione «vengono iscritti alla classe individuata dal collegio dei docenti, con delibera del medesimo». Il collegio tiene conto di quattro elementi: l’ordinamento degli studi del Paese di provenienza, l’accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione, il corso di studi seguito, il titolo di studio eventualmente posseduto.
Per la relazione questo significa una cosa pratica: va citata la delibera, con la data, e vanno indicati gli elementi su cui si è basata la scelta. Se l’alunno è stato inserito in una classe diversa da quella della sua età, la motivazione sta lì.
Il comma 4 dello stesso articolo affida al collegio anche «il necessario adattamento dei programmi di insegnamento», con interventi individualizzati o per gruppi «per facilitare l’apprendimento della lingua italiana». È la base del percorso che la relazione propone.
Cosa cambia con il decreto-legge 170/2026
L’articolo 13 del decreto introduce un tetto del 30% di alunni stranieri dei nuovi criteri nelle classi prime, dal 2027/2028. Per chi arriva durante l’anno, però, la regola vale già da quest’anno. Il comma 3 prevede che in caso di iscrizione in corso d’anno le scuole provvedano, «a decorrere dall’anno scolastico 2026/2027, all’inserimento degli alunni e degli studenti in classi nelle quali la presenza di alunni e di studenti rientranti nei criteri di cui al comma 1 non superi i limiti ivi previsti».
Nella relazione conviene quindi annotare anche in quale classe è stato inserito l’alunno e perché, visto che la scelta oggi deve tenere conto di questo limite. Il decreto è in corso di conversione in legge, entro il 29 novembre 2026: il testo potrebbe ancora cambiare.
Esempio di relazione iniziale compilata
Un caso di fantasia, scuola primaria, classe terza. Le parti fra parentesi quadre vanno sostituite.
Dati di arrivo. Valentina, 8 anni, è arrivata in Italia dal Perù il [data] ed è stata iscritta il [data]. Il collegio dei docenti, con delibera del [data], l’ha assegnata alla classe terza, tenendo conto dei due anni di scuola primaria frequentati nel Paese di provenienza e delle prove di accertamento. La lingua parlata in famiglia è lo spagnolo; la madre comprende l’italiano essenziale.
Accertamento delle competenze.
| Area | Cosa sa fare | Osservazioni |
|---|---|---|
| Italiano orale | Comprende saluti e consegne brevi accompagnate da gesti, risponde con singole parole | Non comprende ancora le spiegazioni in classe |
| Lettura e scrittura in spagnolo | Legge e scrive frasi semplici, con buona grafia | Abilità strumentali acquisite, si trasferiscono all’italiano |
| Matematica | Numeri entro il 1000, addizioni e sottrazioni in colonna, tabelline fino al 5 | In linea con la classe se la consegna è mostrata con un esempio |
| Relazione | Gioca volentieri a ricreazione | In aula tende a isolarsi quando non capisce |
Percorso proposto. Laboratorio di italiano come lingua seconda in piccolo gruppo per [6] ore settimanali; in classe un compagno tutor, consegne con immagini e glossari bilingui per le discipline; un piano didattico personalizzato transitorio, da rivedere a fine quadrimestre; un colloquio con la famiglia con un mediatore linguistico, se disponibile.
Obiettivi entro fine quadrimestre. Eseguire le consegne quotidiane senza l’aiuto del compagno tutor; usare frasi semplici per chiedere e descrivere bisogni; leggere brevi testi illustrati con lessico di base; seguire le attività di matematica con le consegne della classe, semplificate nel linguaggio.
Per la struttura generale delle relazioni, comprese quelle sul comportamento e sull’andamento didattico, c’è la nostra guida alla relazione scolastica sull’alunno con esempi.
Il piano personalizzato transitorio
Per l’alunno arrivato da poco non serve una certificazione per personalizzare il percorso. La circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 cita espressamente gli alunni «che sperimentano difficoltà derivanti dalla non conoscenza della lingua italiana», in particolare quelli «di origine straniera di recente immigrazione» e quelli entrati nel sistema scolastico nell’ultimo anno. Per loro è possibile attivare percorsi individualizzati e personalizzati.
Due condizioni rendono il piano solido. La prima: in assenza di certificazione, il team o il consiglio di classe motiva a verbale le decisioni «sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche», come chiede la stessa circolare. La relazione iniziale è il documento che fornisce quelle considerazioni. La seconda: le misure hanno carattere transitorio e si verificano a scadenza. Per il modello di piano si può partire dal nostro esempio di relazione per il PDP nella scuola primaria.
Frasi da adattare
- Arrivo: «L’alunno è arrivato in Italia da [Paese] il [data], dopo [n] anni di scuola frequentati nel Paese di provenienza. Lingua parlata in famiglia: [lingua].»
- Classe: «Il collegio dei docenti, con delibera del [data], ha assegnato l’alunno alla classe [classe], tenendo conto dell’accertamento delle competenze e del corso di studi seguito.»
- Italiano: «Comprende consegne brevi accompagnate da gesti; si esprime con parole singole.»
- Abilità trasferibili: «Le abilità di lettura e scrittura nella lingua d’origine sono acquisite: legge e scrive frasi semplici.»
- Progressi: «Dal [data] al [data] l’alunno ha imparato a [abilità]; resta da lavorare su [aspetto].»
Le frasi vanno usate solo se descrivono ciò che il team ha davvero osservato.
Gli errori da evitare
- Scrivere che l’alunno “non sa niente”: confonde la lingua con le competenze. Si descrive cosa sa fare nella lingua d’origine.
- Dimenticare la delibera del collegio: senza, la scelta della classe non è motivata.
- Inserire dati non necessari: storia migratoria, condizione economica o situazione dei documenti della famiglia non servono alla relazione. Si scrive solo ciò che serve a costruire il percorso.
- Un piano senza scadenza: le misure per chi è arrivato da poco si rivedono, non si trascinano per anni.
Questa relazione, e altre sei, già compilate in Word
L’esempio di questa pagina fa parte del nostro kit di sette relazioni sull’alunno: alunno straniero appena arrivato, comportamenti problematici con la tabella di osservazione A-B-C, episodio critico, segnalazione al dirigente, difficoltà di apprendimento con la comunicazione alla famiglia, BES senza certificazione con proposta di PDP, relazione intermedia sulla classe. Sono esempi da adattare, con banca di frasi e riferimenti normativi controllati.
Domande frequenti
Chi decide la classe dell’alunno straniero?
Il collegio dei docenti, con una delibera. Tiene conto dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza, dell’accertamento delle competenze, del corso di studi seguito e del titolo eventualmente posseduto (DPR 394/1999, art. 45, comma 2).
Serve una certificazione per fare il PDP all’alunno straniero?
No. La circolare n. 8 del 2013 prevede percorsi personalizzati per gli alunni con difficoltà legate alla non conoscenza della lingua italiana, in particolare se arrivati da poco. Il team motiva la decisione a verbale.
Il tetto del 30% vale già quest’anno?
Per le classi prime vale dal 2027/2028. Per gli alunni che si iscrivono in corso d’anno, o a inizio anno in classi successive alla prima, l’articolo 13, comma 3, del decreto-legge 170/2026 lo applica dal 2026/2027.