Per un alunno con disturbo oppositivo provocatorio il documento da scrivere dipende dalla certificazione, non dal comportamento. Se c’è una certificazione di disabilità ai sensi della legge 104, l’alunno ha il sostegno e il GLO scrive il PEI. Se non c’è, il consiglio di classe può deliberare un Piano Didattico Personalizzato, come prevede la Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 sui Bisogni Educativi Speciali. In entrambi i casi la relazione dei docenti deve descrivere comportamenti osservati, non diagnosi.
Punti chiave
- La Direttiva BES del 2012 cita il disturbo oppositivo provocatorio fra i disturbi che accompagnano “con notevole frequenza” l’ADHD.
- Nei casi più gravi, “anche per la comorbilità”, la Direttiva prevede l’insegnante di sostegno della legge 104: allora si scrive il PEI.
- Senza certificazione si può attivare un PDP, deliberato dal consiglio di classe e firmato da dirigente, docenti e famiglia.
- Se manca anche una diagnosi, le decisioni vanno motivate e messe a verbale, come chiede la circolare 8 del 2013.
- Una relazione utile descrive che cosa succede, quando, con quale frequenza e che cosa funziona. Le etichette non servono.
Che cosa dice la normativa
La Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 non ha un paragrafo dedicato al disturbo oppositivo provocatorio. Lo nomina nella parte sull’ADHD: “con notevole frequenza l’ADHD è in comorbilità con uno o più disturbi dell’età evolutiva: disturbo oppositivo provocatorio; disturbo della condotta in adolescenza; disturbi specifici dell’apprendimento; disturbi d’ansia; disturbi dell’umore”.
Subito dopo la Direttiva traccia le due strade. Nei casi in cui il quadro clinico è “particolarmente grave, anche per la comorbilità con altre patologie”, serve “l’assegnazione dell’insegnante di sostegno, come previsto dalla legge 104/92”. Per tutti gli altri, che non ottengono la certificazione di disabilità, vale il “pari diritto a veder tutelato il loro successo formativo”, con le misure pensate per i Bisogni Educativi Speciali. La stessa direttiva mette fra i disturbi evolutivi specifici anche i deficit del linguaggio, con la stessa scelta fra PEI e PDP: la trovi nel PEI per alunno con disturbo del linguaggio.
La circolare ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 spiega come si fa in pratica. Il percorso personalizzato va “deliberato in Consiglio di classe”, o dal team dei docenti nella primaria, e dà luogo al PDP, “firmato dal Dirigente scolastico (o da un docente da questi specificamente delegato), dai docenti e dalla famiglia”.
Con la certificazione: il PEI
Se l’alunno ha la certificazione della legge 104, il documento è il PEI del decreto interministeriale 182 del 2020, uguale per tutti nella struttura. I comportamenti oppositivi trovano posto soprattutto nella Dimensione della relazione. Il decreto la definisce come la sfera “affettivo relazionale”, che considera “l’area del sé, il rapporto con gli altri, la motivazione verso la relazione consapevole, anche con il gruppo dei pari, le interazioni con gli adulti di riferimento nel contesto scolastico”.
Per un alunno che si oppone alle richieste degli adulti, le ultime parole sono quelle decisive: è lì che va scritto che cosa succede e che cosa si vuole ottenere. Un obiettivo scritto bene su questa Dimensione è osservabile e misurabile. Per esempio: accetta la consegna dell’insegnante senza interrompere l’attività, in almeno tre occasioni su cinque, nelle ore di matematica. Un obiettivo come “migliorare il comportamento” non si può verificare.
Quando il disturbo oppositivo accompagna l’ADHD, la struttura del PEI è la stessa che abbiamo spiegato per il PEI dell’alunno con ADHD sulle quattro Dimensioni.
Senza certificazione: il PDP e il verbale
Senza la certificazione della legge 104 non c’è il sostegno e non c’è il PEI. Il consiglio di classe può però attivare un PDP. La circolare 8 ricorda che il PDP non è solo un elenco di misure compensative e dispensative: può contenere “progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi”.
Un passaggio della circolare protegge la scuola. Se manca anche una diagnosi, il consiglio di classe o il team dei docenti “motiveranno opportunamente, verbalizzandole, le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche; ciò al fine di evitare contenzioso”. Per un alunno con comportamenti oppositivi, il verbale deve contenere i fatti osservati che giustificano il PDP.
Per la parte documentale del PDP alla primaria c’è il nostro esempio di relazione per il PDP.
Come si scrive la relazione sul comportamento
La relazione serve al GLO, al consiglio di classe e spesso agli specialisti che seguono l’alunno. Funziona se chi la legge capisce che cosa succede in classe senza esserci stato. Le regole sono quattro.
Descrivere il comportamento, non la persona. “È oppositivo” è un giudizio. “Quando riceve una consegna scritta, la rifiuta ad alta voce e spinge il quaderno lontano dal banco” è un fatto.
Dire quando e con quale frequenza. In quali ore, con quali docenti, in quali attività, quante volte a settimana. La frequenza permette di capire alla verifica successiva se qualcosa è cambiato.
Indicare che cosa succede prima e dopo. Che cosa precede l’episodio (una consegna, un cambio di attività, un rimprovero davanti ai compagni) e come reagiscono adulti e compagni. Spesso è qui che si trova la strategia.
Scrivere che cosa funziona. I momenti in cui l’alunno collabora sono informazioni preziose quanto gli episodi difficili, e sono quelli da cui parte la programmazione.
Il medico fa la diagnosi, il docente no. Nella relazione si riportano i dati della certificazione o della diagnosi così come sono scritti, e tutto il resto è osservazione.
Un esempio di paragrafo, prima e dopo
L’esempio è di fantasia, per una seconda media.
Da evitare: Marco è un alunno oppositivo e provocatorio, non rispetta le regole e si rifiuta di lavorare. Il suo comportamento disturba la classe.
Da preferire: Nelle prime sei settimane Marco ha rifiutato la consegna in 9 lezioni su 20 di italiano e matematica, quasi sempre quando la consegna era data a voce davanti alla classe. Nelle stesse materie ha lavorato senza interruzioni quando la consegna era scritta sul banco e accompagnata da una scelta fra due esercizi. Gli episodi sono rari nelle ore di laboratorio e di educazione fisica.
Il secondo paragrafo è più lungo, ma contiene già la strategia: consegna scritta e possibilità di scelta. È questo che il GLO o il consiglio di classe possono trasformare in obiettivi e attività.
Per la struttura completa di una relazione su un alunno, sezione per sezione, c’è la nostra guida alla relazione scolastica con esempi sul comportamento.
Sette relazioni sull’alunno già compilate in Word
Comportamenti problematici con la tabella di osservazione A-B-C, episodio critico in classe, segnalazione al dirigente, difficoltà di apprendimento con la comunicazione alla famiglia, alunno straniero appena arrivato, BES senza certificazione con proposta di PDP, relazione intermedia sulla classe. Sono esempi da adattare alla tua situazione, con una banca di frasi e i riferimenti normativi controllati. Li ha preparati la redazione di docentidisostegno.it.
Domande frequenti
Il disturbo oppositivo provocatorio dà diritto al sostegno?
Non da solo. Il sostegno arriva con la certificazione di disabilità ai sensi della legge 104. La Direttiva BES lo prevede per i quadri “particolarmente gravi”, anche per la presenza di altri disturbi. Negli altri casi lo strumento è il PDP.
Chi decide se fare il PDP?
Il consiglio di classe, o il team dei docenti nella primaria. Il PDP è firmato dal dirigente scolastico o da un docente delegato, dai docenti e dalla famiglia.
Se la famiglia non presenta una diagnosi si può fare il PDP?
La circolare 8 del 2013 lo consente sulla base di “considerazioni pedagogiche e didattiche”, purché la decisione sia motivata e messa a verbale.
Nella relazione posso scrivere che l’alunno è oppositivo?
È meglio di no. Si descrivono i comportamenti osservati, con contesto e frequenza. La diagnosi spetta agli specialisti, e la relazione riporta solo quanto scritto nei loro documenti.