La Dimensione della comunicazione e del linguaggio nel PEI non descrive solo come parla l’alunno: chiede come comprende, come si esprime anche senza parole, con chi e con quali strumenti comunica. È la parte del PEI in cui si vedono più spesso obiettivi vaghi come “migliorare il linguaggio”, che a giugno non si possono verificare. Qui trovi che cosa chiede il decreto, come si scrive un obiettivo osservabile e sei esempi per i casi che si incontrano più spesso.
Quattro PEI compilati e il verbale GLO in Word, in un unico pacchetto: scaricali su Payhip (17,90 euro). Gli esempi in questa pagina restano gratuiti e completi.
Punti chiave
- Il decreto 182/2020 definisce la Dimensione in due parti: la competenza linguistica e la dimensione comunicazionale.
- Rientrano anche i linguaggi alternativi o integrativi, come la comunicazione con immagini.
- Un obiettivo osservabile dice che cosa fa l’alunno, in quale situazione e con quale frequenza, entro una data.
- Gli obiettivi del PEI sono scolastici: la terapia logopedica resta agli specialisti.
- Se la Dimensione non richiede interventi, si indica che va omessa.
Che cosa chiede il decreto 182/2020
L’articolo 8 del decreto interministeriale 182 del 2020 descrive la Dimensione in due parti, e il PEI deve guardarle entrambe. La prima è la competenza linguistica, intesa come “comprensione del linguaggio orale”, produzione verbale e “relativo uso comunicativo del linguaggio verbale o di linguaggi alternativi o integrativi”. La seconda è la dimensione comunicazionale, intesa come “modalità di interazione, presenza e tipologia di contenuti prevalenti, utilizzo di mezzi privilegiati”. La stessa definizione è ripresa nelle Linee guida aggiornate con il DM 153 del 2023.
In pratica, per ogni alunno ci si chiede quattro cose:
| Domanda | Che cosa si osserva |
|---|---|
| Che cosa comprende? | Consegne di uno o più passaggi, domande, racconti, con o senza supporto visivo |
| Come si esprime? | Parole, frasi, gesti, immagini, scrittura, ausili |
| Come interagisce? | Se inizia lo scambio, se risponde, se rispetta i turni, con adulti o con compagni |
| Con quali mezzi? | Il canale che funziona meglio per lui: voce, gesto, immagini, tablet |
Fonte: articolo 8 del DI 182/2020; Linee guida allegate al DM 153/2023.
Le informazioni di partenza vengono dal Profilo di Funzionamento: le corrispondenze fra i suoi Domini e le Dimensioni del PEI sono nella nostra tabella di corrispondenza.
Come si scrive un obiettivo osservabile
Un obiettivo funziona se a fine anno chiunque nel GLO può dire se è stato raggiunto. Per questo contiene quattro elementi: che cosa fa l’alunno, in quale situazione, con quale aiuto, con quale frequenza ed entro quando.
- Da evitare: “Migliorare la comunicazione”.
- Da scrivere: “Chiede un oggetto o un’attività scegliendo fra due immagini, durante la merenda e il gioco, in 4 occasioni su 5 entro dicembre”.
Il secondo si verifica a dicembre guardando che cosa succede in classe. Il primo no.
Sei esempi per i casi più frequenti
Gli esempi sono di fantasia e vanno riscritti sull’alunno reale, partendo da ciò che si è osservato. Per ogni caso c’è il link al PEI completo sulle quattro Dimensioni.
Alunno con autismo non verbale
- Obiettivo: chiedere un oggetto o un’attività con la tabella di comunicazione per immagini, in 4 occasioni su 5 entro gennaio.
- Obiettivo: rispondere sì o no con il gesto o con l’immagine a una domanda chiusa dell’adulto, entro fine anno.
- Strumenti: comunicazione aumentativa con immagini, tempo di attesa prima della risposta, una richiesta per volta.
Il PEI completo è nell’esempio per un alunno con autismo non verbale.
Alunno con disturbo del linguaggio
- Obiettivo: raccontare un’esperienza in tre frasi seguendo una sequenza di tre immagini, in 3 occasioni su 4 entro gennaio.
- Obiettivo: eseguire una consegna di due passaggi data a voce, senza ripetizione, entro fine anno.
- Strumenti: sequenze visive, consegne brevi, parole chiave scritte alla lavagna, accordo con il logopedista sugli obiettivi.
Vedi l’esempio di PEI per il disturbo del linguaggio.
Alunno con sindrome di Down
- Obiettivo: chiedere aiuto con una frase di due o tre parole (“maestra, aiuto per favore”) invece di bloccarsi, in 4 occasioni su 5 entro gennaio.
- Obiettivo: rispondere a domande su un racconto letto in classe, con il supporto delle immagini, entro fine anno.
- Strumenti: posizione vicina all’insegnante, gesto associato alla parola, verifica di udito e vista nella documentazione prima di valutare la comprensione.
Vedi il PEI per alunno con sindrome di Down.
Alunno con disabilità intellettiva lieve
- Obiettivo: comprendere ed eseguire una consegna scritta di due passaggi con parole chiave evidenziate, in 3 verifiche su 4 entro il primo quadrimestre.
- Obiettivo: esporre in modo ordinato un argomento di studio con l’aiuto di una mappa, entro fine anno.
- Strumenti: consegne semplificate, mappe e schemi, tempo in più.
Vedi il PEI per la disabilità intellettiva lieve.
Alunno con ADHD
- Obiettivo: aspettare il proprio turno di parola nelle discussioni di classe, alzando la mano, in 4 occasioni su 5 entro gennaio.
- Obiettivo: riformulare con parole proprie una consegna prima di iniziare il lavoro, entro fine anno.
- Strumenti: segnale concordato per il turno, consegne brevi una alla volta, controllo della comprensione prima dell’avvio.
Vedi il PEI per alunno con ADHD.
Alunno con ipoacusia
- Obiettivo: segnalare all’insegnante quando non ha sentito o capito, con una richiesta concordata, in 4 occasioni su 5 entro dicembre.
- Obiettivo: seguire una spiegazione con il supporto della sintesi scritta alla lavagna, entro fine anno.
- Strumenti: posto in prima fila con buona visibilità del volto di chi parla, riduzione del rumore di fondo, materiali scritti.
Vedi l’esempio di PEI per alunno con ipoacusia.
Gli errori che si vedono più spesso
Il più comune è copiare la diagnosi nella Dimensione invece di descrivere che cosa fa l’alunno in classe. Gli altri:
- Guardare solo la parola e dimenticare la dimensione comunicazionale: con chi comunica, quando prende l’iniziativa, con quali mezzi.
- Scrivere obiettivi di terapia, come la correzione di un suono, che spettano al logopedista. Il PEI fissa obiettivi da raggiungere a scuola.
- Valutare la comprensione senza aver escluso un problema di udito o di attenzione.
- Lasciare gli obiettivi senza strumenti e strategie: il modello li chiede per ogni Dimensione.
- Compilare la Dimensione anche quando non serve: se non richiede interventi, nel PEI si indica che va omessa.
Lo stesso schema vale per le altre Dimensioni: per quella cognitiva c’è un esempio dedicato, e per l’autonomia la guida alla Dimensione dell’autonomia e dell’orientamento.
Vuoi i PEI completi già in Word?
Il pacchetto raccoglie quattro PEI compilati sul modello nazionale per la primaria (autismo, sindrome di Down, ADHD, disabilità intellettiva lieve) e il verbale GLO di approvazione, con i campi da completare evidenziati. Sono esempi da adattare al tuo alunno e al suo Profilo di Funzionamento.
In sintesi
La Dimensione della comunicazione e del linguaggio si compila guardando due cose: che cosa l’alunno comprende ed esprime, e come interagisce e con quali mezzi. Ogni obiettivo dice che cosa fa l’alunno, in quale situazione, con quale frequenza ed entro quando. Gli esempi qui sopra sono un punto di partenza: vanno riscritti sull’osservazione e sul Profilo di Funzionamento dell’alunno reale. Gli esempi per ogni disabilità sono nella raccolta di esempi di PEI compilati, caso per caso.