Nel PEI di un alunno con disabilità motoria, se le capacità cognitive sono integre, gli obiettivi di apprendimento restano quelli della classe: quello che cambia è il contesto. La motricità si descrive nella Dimensione dell'autonomia e dell'orientamento, le barriere fisiche nella Sezione 6, l'aiuto negli spostamenti e in bagno nella Sezione 9, banchi speciali e ausili nella Sezione 11. Qui sotto trovi dove va ogni informazione e un esempio compilato per un alunno di terza primaria con paralisi cerebrale infantile.
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Punti chiave
- Motricità globale, motricità fine e prassie si descrivono nella Dimensione dell'autonomia e dell'orientamento, non in quella cognitiva.
- L'aiuto in bagno, negli spostamenti e in mensa è assistenza di base: la svolgono i collaboratori scolastici e non si quantifica in ore.
- Banchi speciali, sedie attrezzate, stabilizzatori e strumenti per il sollevamento si chiedono nella Sezione 11 del PEI.
- Tempi più lunghi, meno esercizi o una prova orale al posto della scritta sono personalizzazioni delle verifiche, non obiettivi minimi.
Dove si scrive la disabilità motoria nel PEI
Il modello nazionale non ha una sezione "disabilità motoria". Le informazioni si distribuiscono su cinque punti del documento, e il rischio più comune è concentrarle tutte nella descrizione dell'alunno lasciando vuote le parti sul contesto, che invece sono quelle che producono risorse.
| Sezione del PEI | Cosa ci va |
|---|---|
| Sezioni 4 e 5, Dimensione dell’autonomia e dell’orientamento | Motricità globale, motricità fine, prassie, autonomia personale e sociale: osservazioni, obiettivi e interventi |
| Sezione 6, osservazioni sul contesto | Barriere (gradini, bagno non accessibile, aula al piano senza ascensore) e facilitatori (ausili, compagni, organizzazione degli spazi) |
| Sezione 8, percorso curricolare | Tipo di percorso e personalizzazioni delle verifiche, disciplina per disciplina |
| Sezione 9, organizzazione del progetto di inclusione | Assistenza igienica e di base (punto 4), assistenza per l’autonomia (punto 5), uscite didattiche (punto 7), trasporto scolastico (punto 10) |
| Sezione 11, verifica finale e proposte | Assistenza per l’anno successivo, esigenze sanitarie, arredi speciali e ausili, esigenze legate al trasporto |
Cosa scrivere nella Dimensione dell'autonomia e dell'orientamento
È qui che la disabilità motoria entra nel PEI. Le Linee guida definiscono questa Dimensione con riferimento "all'autonomia della persona e all'autonomia sociale, alle dimensioni motorio-prassica (motricità globale, motricità fine, prassie semplici e complesse) e sensoriale". Per un alunno con paralisi cerebrale, tetraparesi o un'altra disabilità motoria conviene quindi separare tre piani:
- Motricità globale: come si sposta in aula, nei corridoi, sulle scale, in palestra e in cortile; con quali ausili (carrozzina, deambulatore, tutori); quanto tempo impiega e quanto si affatica.
- Motricità fine e prassie: impugnatura della penna, uso delle forbici, sfogliare il libro, aprire lo zaino e l'astuccio, gestire la tastiera o il tablet.
- Autonomia personale: uso dei servizi igienici, vestirsi e svestirsi per la palestra, mangiare in mensa, cosa fa da solo e dove chiede aiuto.
Gli obiettivi di questa Dimensione sono obiettivi di autonomia, non di apprendimento disciplinare. Per esempio: "raggiunge in autonomia la propria postazione e l'aula di informatica con il deambulatore" oppure "utilizza la tastiera con il copritastiera per le produzioni scritte più lunghe di cinque righe". Come si compila questa parte in generale, voce per voce, lo trovi nella guida alla Dimensione dell'autonomia e dell'orientamento.
Se alla disabilità motoria si accompagna una disabilità intellettiva, va compilata con la stessa cura anche la Dimensione cognitiva: trovi un esempio nella nostra guida alla dimensione cognitiva, neuropsicologica e dell'apprendimento.
Chi aiuta l'alunno in bagno, negli spostamenti e in mensa
Lo fanno i collaboratori scolastici. Le Linee guida chiamano questo aiuto assistenza di base: "azioni destinate al supporto materiale, non riconducibile ad interventi educativi e forniti in caso di necessità, senza vincoli di orario". Le tre forme più comuni sono quelle che servono di solito a un alunno con disabilità motoria:
- igienica, compresi l'accompagnamento, l'assistenza nell'uso dei servizi e la pulizia se necessario;
- spostamenti, compresi l'accoglienza all'entrata, l'accompagnamento all'uscita e il supporto nei movimenti interni;
- mensa, compreso l'aiuto per merende e pause.
Nel PEI va descritta l'organizzazione, non un monte ore: le Linee guida precisano che l'assistenza di base "non si può quantificare in ore, essendo una prestazione da assicurare in caso di bisogno". Al punto 4 della Sezione 9 si scrive chi la svolge e come, "tenendo conto nell'assegnazione del genere" dell'alunno o dell'alunna. Se il personale ha bisogno di formazione, per esempio sull'uso di un sollevatore, è proprio lì che va indicato.
Diverso è il caso dell'assistenza specialistica per l'autonomia, che le Linee guida descrivono come intervento "nettamente orientato verso l'intervento educativo": la fornisce l'ente locale e si indica in ore settimanali. Come si chiede e come si distingue da quella di base lo abbiamo spiegato nella guida su ASACOM e assistenza alla comunicazione.
Dove si chiedono banchi speciali, ausili e trasporto
Nella Sezione 11, alla voce "Arredi speciali, Ausili didattici, informatici, ecc.". Le Linee guida elencano espressamente "banchi speciali, sedie attrezzate, stabilizzatori, supporti per l'igiene, strumenti per il sollevamento", oltre agli strumenti didattici o di accesso usati dall'alunno. In quel campo si scrive cosa manca, cosa non è più adeguato o cosa va riparato per l'anno successivo: un banco regolabile che non si adatta più all'altezza dell'alunno cresciuto, una tastiera da sostituire, un fasciatoio per il bagno del piano.
Nella stessa sezione vanno le esigenze sanitarie (per esempio la somministrazione di farmaci in orario scolastico, secondo le Raccomandazioni ministeriali del 2005) e le esigenze legate al trasporto da e verso la scuola, che si aggiungono alla descrizione del servizio fatta al punto 10 della Sezione 9.
Le barriere vere e proprie, come un bagno non accessibile o un'aula al primo piano senza ascensore, si descrivono invece nella Sezione 6 sulle osservazioni del contesto, e gli interventi per rimuoverle nella Sezione 7.
Servono obiettivi minimi per un alunno con disabilità motoria?
No, se la diagnosi funzionale e il Profilo di Funzionamento non indicano una compromissione cognitiva. La lentezza nella scrittura o la fatica fisica si affrontano con le personalizzazioni delle verifiche, che le Linee guida elencano: "tempi più lunghi tutte le volte che è richiesto dalle condizioni funzionali o di contesto", "la riduzione per numero o dimensioni delle verifiche proposte se non è possibile assegnare tempi aggiuntivi", l'adattamento della tipologia di prova, come il colloquio orale al posto dello scritto.
Nel riquadro di riepilogo della Sezione 8 il percorso resterà quindi A, ordinario, oppure B, personalizzato con prove equipollenti: entrambi, ricordano le Linee guida, portano al titolo di studio. Alla scuola secondaria di secondo grado l'articolo 16 della legge 104/1992 consente prove equipollenti, tempi più lunghi per le prove scritte o grafiche e la presenza di assistenti per l'autonomia e la comunicazione. Scrivere obiettivi ridotti solo perché l'alunno scrive piano è un errore che può costargli il diploma: la differenza fra i percorsi la trovi nella guida su obiettivi minimi o programmazione differenziata.
Esempio compilato: alunno di terza primaria con paralisi cerebrale
L'esempio riguarda un alunno inventato, Marco, 8 anni, terza primaria, con paralisi cerebrale infantile nella forma di diplegia spastica e funzionamento cognitivo adeguato all'età secondo la diagnosi funzionale. Si sposta con il deambulatore in aula e con la carrozzina sui tratti lunghi. È un esempio da adattare al Profilo di Funzionamento del tuo alunno, non un testo da copiare.
Dimensione dell'autonomia e dell'orientamento: osservazioni
Motricità globale. Marco si sposta in aula con il deambulatore in modo sicuro, ma impiega circa il doppio del tempo dei compagni per raggiungere la porta. Sulle scale e nel cortile necessita della carrozzina e dell'accompagnamento di un adulto. Dopo l'intervallo mostra affaticamento agli arti inferiori.
Motricità fine. Impugna la matita con un ingrossatore; la scrittura è leggibile ma lenta e dopo circa dieci minuti la mano si affatica. Taglia con forbici a molla. Usa la tastiera con discreta precisione.
Autonomia personale. Si sveste e si riveste per la palestra con aiuto per scarpe e tutori. In bagno necessita di aiuto per i trasferimenti dal deambulatore. In mensa mangia da solo con posate ad impugnatura facilitata.
Obiettivi e interventi
Obiettivo: raggiungere in autonomia, con il deambulatore, la propria postazione, la lavagna e l'aula di informatica dello stesso piano.
Interventi: disposizione dei banchi con un corridoio libero di passaggio; postazione vicino alla porta; uscita dall'aula qualche minuto prima dei compagni per l'intervallo e per la mensa.
Obiettivo: produrre testi scritti di lunghezza adeguata alla classe alternando scrittura a mano e videoscrittura.
Interventi: uso del computer di classe per i testi oltre le cinque righe; fotocopie del testo alla lavagna quando si tratta di copiare; pause brevi nelle attività di scrittura prolungata.
Sezione 6: barriere e facilitatori
Barriere: il bagno accessibile si trova al piano terra, mentre la classe è al primo piano; il laboratorio di scienze ha banconi non regolabili in altezza; il cortile ha un tratto in ghiaia.
Facilitatori: presenza dell'ascensore; compagni disponibili ad aiutare nel trasporto dello zaino; banco regolabile già in dotazione; buona collaborazione con il fisioterapista che segue Marco.
Sezione 8: verifiche e percorso
Percorso didattico: A, ordinario, in tutte le discipline. Personalizzazioni: tempi più lunghi nelle prove scritte o, in alternativa, riduzione del numero di esercizi; possibilità di svolgere le prove scritte al computer; nelle attività di educazione fisica, obiettivi e attività adattati concordati con il fisioterapista.
Per la secondaria trovi altri esempi di descrizione per scienze motorie nel PEI.
Sezione 9: organizzazione e assistenza di base
Assistenza igienica e di base: un collaboratore scolastico del piano, dello stesso genere dell'alunno, accompagna Marco al bagno accessibile del piano terra e lo aiuta nei trasferimenti; accoglienza all'ingresso dal pullmino e accompagnamento all'uscita. Si richiede la formazione del personale sull'uso corretto dei trasferimenti.
Uscite didattiche: si scelgono mete accessibili e si prenota un mezzo con pedana; partecipa un docente o un collaboratore in più.
Trasporto scolastico: servizio comunale con mezzo attrezzato con pedana, arrivo alle 8:05 all'ingresso laterale senza gradini.
Sezione 11: proposte per l'anno successivo
Arredi e ausili: banco regolabile da adeguare all'altezza; sedia con schienale e braccioli per le attività di scrittura; copritastiera per il computer di classe; sistemazione del tratto in ghiaia del cortile, da segnalare all'ente proprietario dell'edificio.
Altri casi, dall'autismo alla sindrome di Down, sono nella raccolta di esempi di PEI compilati, e le relazioni e i verbali che accompagnano il PEI nel resto di Docenti di Sostegno, il sito di materiali per gli insegnanti di sostegno.
Entro quando va fatto il PEI
Dopo il decreto-legge 170 del 2026, in vigore dal 1° ottobre, il PEI definitivo per gli alunni di nuova iscrizione o nuova certificazione va approvato entro e non oltre il 15 ottobre. Per chi è già iscritto nella stessa scuola si redige in via definitiva entro giugno, con correttivi possibili nelle prime due settimane di ottobre. Il PEI resta modificabile in qualsiasi momento in presenza di nuove condizioni di funzionamento: è il caso di un alunno con disabilità motoria che, per esempio, dopo un intervento chirurgico ortopedico rientra con un ausilio diverso. Le novità del decreto sono spiegate nella guida al PEI entro il 15 ottobre, e come si verbalizza la modifica nella guida al verbale GLO di approvazione del PEI.
Vuoi partire da un modello già impostato?
Il modello guidato di PEI per la primaria in Word contiene la scheda di osservazione dell’alunno e quella del contesto, con barriere e facilitatori, le sezioni più importanti per un alunno con disabilità motoria. È un esempio da adattare al Profilo di Funzionamento: scaricalo su Payhip a 9,90 euro.
Domande frequenti
La disabilità motoria va nella Dimensione cognitiva?
No. Motricità globale, motricità fine e prassie fanno parte della Dimensione dell'autonomia e dell'orientamento. La Dimensione cognitiva si compila sulle capacità di memoria, ragionamento e apprendimento, che possono essere del tutto integre.
Il docente di sostegno deve accompagnare l'alunno in bagno?
L'assistenza igienica è assistenza di base e il PEI la affida ai collaboratori scolastici, che la svolgono al bisogno e senza vincoli di orario. Il docente di sostegno si occupa della didattica.
Un alunno con paralisi cerebrale può avere un percorso ordinario?
Sì, se le funzioni cognitive lo consentono. Le difficoltà motorie si compensano con ausili, tempi più lunghi e prove adattate, che non cambiano il valore del titolo di studio.
Dove si chiede un banco speciale o un sollevatore?
Nella Sezione 11 del PEI, alla voce "Arredi speciali, Ausili didattici, informatici", indicando cosa serve per l'anno successivo e cosa va sostituito o riparato.