Progetto di istruzione domiciliare: esempio compilato, ore e chi lo scrive

Progetto di istruzione domiciliare: esempio compilato per un alunno che segue le lezioni da casa

Il progetto di istruzione domiciliare lo scrive il consiglio di classe quando un alunno, per una grave patologia, non può frequentare la scuola per almeno 30 giorni, anche non continuativi. Deve indicare tre cose: quanti docenti sono coinvolti, quali discipline hanno la priorità e quante ore di lezione sono previste. Poi lo approvano il collegio dei docenti e il consiglio d’istituto. Qui sotto trovi le regole in breve, le ore indicative per grado di scuola e un esempio compilato sezione per sezione, con la variante per l’alunno con disabilità seguito dal docente di sostegno.

Il riferimento sono le Linee di indirizzo nazionali sulla scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare, adottate con il decreto ministeriale 461 del 6 giugno 2019: sono ancora il quadro a cui rimandano le indicazioni annuali degli Uffici scolastici regionali. A monte c’è l’articolo 16 del decreto legislativo 66 del 2017, che chiede alle scuole di garantire il diritto all’istruzione a questi alunni, anche con le nuove tecnologie.

Punti chiave

  • Si attiva su richiesta della famiglia, con un certificato del medico ospedaliero o dei servizi sanitari nazionali: non basta il medico di famiglia.
  • Il progetto è del consiglio di classe e va approvato da collegio dei docenti e consiglio d’istituto.
  • Le ore indicative sono 4-5 a settimana alla primaria e 6-7 alla secondaria, ma si fissano sui bisogni dell’alunno.
  • Per un alunno con disabilità certificata l’istruzione domiciliare può essere svolta dal docente di sostegno, in coerenza con il PEI.

Quando si può attivare l’istruzione domiciliare?

Le Linee di indirizzo fissano quattro condizioni, tutte necessarie:

  1. l’alunno è iscritto a una scuola di qualsiasi ordine e grado, anche paritaria;
  2. ha una grave patologia e segue terapie a domicilio o in day hospital;
  3. le terapie gli impediscono di frequentare per almeno 30 giorni, anche non continuativi;
  4. la famiglia presenta una richiesta formale, con una certificazione sanitaria dettagliata.

Sul certificato le Linee di indirizzo sono precise: deve rilasciarlo il medico ospedaliero o comunque i servizi sanitari nazionali. Sono esclusi il medico di famiglia e i medici o le strutture private. Se la famiglia porta un certificato del pediatra, la scuola deve chiedere quello giusto prima di attivare il progetto.

Non serve un ricovero precedente. Le cure a casa sono sempre più frequenti, e le Linee di indirizzo dicono espressamente che il progetto non deve per forza seguire un’ospedalizzazione. Vale anche per chi alterna cicli in ospedale e a casa, o rientra a scuola a periodi autorizzati dai sanitari.

Chi scrive il progetto e chi lo approva?

Lo scrive il consiglio di classe, non il singolo docente e nemmeno il dirigente. L’iter completo è questo:

Come si attiva il progetto di istruzione domiciliare
Le fasi nell’ordine previsto dalle Linee di indirizzo del 2019
Fase Chi la fa Cosa produce
1. Richiesta Famiglia Domanda formale con certificato del medico ospedaliero o del servizio sanitario nazionale
2. Progetto Consiglio di classe Docenti coinvolti, discipline prioritarie, ore di lezione previste
3. Approvazione Collegio dei docenti e consiglio d’istituto Delibere e inserimento nel PTOF
4. Finanziamento (se serve) Dirigente scolastico Richiesta al Comitato tecnico regionale dell’USR
5. Documentazione Docenti domiciliari e docenti della classe Portfolio delle competenze, elementi per la valutazione
Fonte: MIM, Linee di indirizzo nazionali sulla scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare, D.M. 461 del 6 giugno 2019, paragrafi 4.6, 5.2 e 7.

Un dettaglio che fa perdere tempo a molte scuole: il parere del Comitato tecnico regionale serve solo per avere il contributo economico. Le Linee di indirizzo dicono che prescinde dalla possibilità di attivare il progetto. La scuola, quindi, può partire con le delibere senza aspettare l’USR. Modalità e tempi della richiesta di contributo cambiano da regione a regione: vanno letti sulla pagina del proprio Ufficio scolastico regionale.

Le Linee di indirizzo ammettono anche una scorciatoia organizzativa: la scuola può approvare un progetto generale di istruzione domiciliare, che i singoli consigli di classe dettagliano caso per caso quando arriva la richiesta di una famiglia. Se il vostro istituto ce l’ha nel PTOF, il consiglio di classe compila solo la parte sull’alunno.

Quante ore di istruzione domiciliare spettano?

Le Linee di indirizzo danno un monte ore indicativo, non un minimo garantito:

Ore settimanali indicative di istruzione domiciliare
Ore di lezione a settimana, per grado di scuola
Grado di scuola Ore a settimana
Scuola primaria 4-5
Secondaria di primo grado 6-7
Secondaria di secondo grado 6-7
Fonte: MIM, Linee di indirizzo nazionali sulla scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare, D.M. 461 del 6 giugno 2019, paragrafo 5.2.

Il testo aggiunge che le ore vanno stabilite sui bisogni formativi, di cura e di riabilitazione dell’alunno. Un ragazzo stanco per le terapie può reggere meno ore di quelle indicative, e il progetto lo deve dire. Per le discipline che restano fuori dalle lezioni in presenza, le Linee di indirizzo raccomandano di prevedere attività a distanza.

Chi fa le lezioni, e il docente è obbligato?

Di norma l’istruzione domiciliare la svolgono i docenti della classe, in ore aggiuntive rispetto al loro servizio. Se non ci sono disponibilità, l’incarico passa ad altri docenti della scuola che si rendono disponibili, poi a docenti di scuole vicine o ospedalieri. Se nessuno dà la propria disponibilità, il dirigente cerca personale esterno.

Il meccanismo, quindi, è costruito sulla disponibilità: le Linee di indirizzo non parlano di un obbligo per il singolo docente curricolare. Le regole sul pagamento delle ore eccedenti dipendono dalla scuola e dal contratto, e qui non le trattiamo: su Docenti di Sostegno ci occupiamo dei documenti che il sostegno deve scrivere.

Che cosa cambia se l’alunno ha la legge 104?

Per un alunno con disabilità certificata che non può frequentare, le Linee di indirizzo dicono che l’istruzione domiciliare potrà essere garantita dall’insegnante di sostegno, assegnato in coerenza con il progetto individuale e con il PEI. Il verbo è “potrà”: è la soluzione prevista, non un automatismo, e va decisa nel progetto.

In pratica il progetto domiciliare non sostituisce il PEI: lo applica a casa. Gli obiettivi restano quelli delle quattro Dimensioni già approvate dal GLO. Il progetto dice dove, con quante ore e con quali strumenti si lavora su quegli obiettivi nel periodo di assenza. Se il periodo è lungo, conviene riportarlo anche nella revisione del PEI, alla prima riunione utile del GLO. Su come si scrivono gli obiettivi per singolo caso trovi tutti i nostri esempi di PEI compilati.

Esempio compilato di progetto di istruzione domiciliare

L’esempio riguarda un alunno immaginario. I campi tra parentesi quadre vanno sostituiti con i dati reali. Per la privacy conviene non descrivere la patologia nel progetto: basta il riferimento al certificato agli atti.

Istituto: [denominazione]. Anno scolastico: 2026/2027.

1. Dati dell’alunno. [Nome e cognome], classe II sezione [ ] della scuola secondaria di primo grado. Residenza durante le terapie: [indirizzo].

2. Motivazione. La famiglia ha presentato richiesta formale il [data], con certificazione del [reparto e struttura ospedaliera] del [data], agli atti della scuola. Il certificato indica l’impossibilità di frequentare dal [data] al [data], per un periodo stimato di circa tre mesi, con terapie domiciliari e accessi in day hospital.

3. Durata. Dal [data] al [data], con verifica a metà percorso. Il progetto si sospende nei giorni di day hospital e riprende al rientro a casa.

4. Docenti coinvolti e ore. Quattro docenti del consiglio di classe, per 6 ore settimanali in presenza:

  • italiano: 2 ore (prof.ssa [ ]);
  • matematica e scienze: 2 ore (prof. [ ]);
  • inglese: 1 ora (prof.ssa [ ]);
  • storia e geografia: 1 ora (prof. [ ]).

Le altre discipline sono seguite a distanza: materiali condivisi sulla piattaforma della scuola e collegamento con la classe in almeno due lezioni a settimana, in orario concordato con la famiglia.

5. Discipline prioritarie e obiettivi. Italiano e matematica, per non interrompere il lavoro sulle competenze di base. Gli obiettivi sono quelli della programmazione di classe, ridotti nei contenuti e non nei traguardi. Per la scrittura: produrre un testo espositivo di una pagina su traccia guidata. Per la matematica: risolvere problemi con le frazioni in due passaggi.

6. Metodologia. Lezioni brevi, da 45 minuti con pausa, adattate alla stanchezza dovuta alle terapie. Il docente coordinatore tiene i contatti con la famiglia e, con il suo consenso, con il personale sanitario. Una volta a settimana l’alunno si collega con i compagni per un’attività di gruppo, così da mantenere il legame con la classe.

7. Strumenti. Tablet della scuola in comodato d’uso [se disponibile], piattaforma didattica dell’istituto, libri di testo in versione digitale.

8. Verifica e valutazione. Prove brevi, scritte e orali, svolte durante le lezioni domiciliari. Gli esiti entrano nel registro come le valutazioni della classe. I docenti domiciliari aggiornano il portfolio delle competenze, che accompagna l’alunno al rientro.

9. Approvazioni. Consiglio di classe del [data], verbale n. [ ]. Collegio dei docenti del [data], delibera n. [ ]. Consiglio d’istituto del [data], delibera n. [ ]. Eventuale richiesta di contributo al Comitato tecnico regionale inviata il [data].

La variante per l’alunno seguito dal sostegno

Se l’alunno ha una disabilità certificata, nell’esempio cambiano tre voci:

  • voce 4: tra i docenti coinvolti c’è l’insegnante di sostegno, con le ore assegnate in coerenza con il PEI (su come le ore di sostegno vanno motivate nel PEI c’è una guida a parte), eventualmente insieme ai curricolari;
  • voce 5: gli obiettivi non sono quelli della classe ridotti, ma quelli delle Dimensioni del PEI approvato dal GLO in data [ ], citati per esteso;
  • voce 8: la valutazione segue i criteri del PEI, che sia un percorso con obiettivi minimi o differenziato.

Come si chiude: verifica e relazione finale

Alla fine del periodo serve una relazione dei docenti domiciliari, che documenti che cosa è stato fatto e con quali risultati. Le Linee di indirizzo la collegano al portfolio delle competenze: lo compilano insieme i docenti domiciliari e quelli della classe, ed è la base per la valutazione periodica e finale. Il riferimento è l’articolo 22 del decreto legislativo 62 del 2017: chi ha insegnato all’alunno fuori dalla classe trasmette alla scuola di appartenenza gli elementi per valutarlo.

La relazione funziona se ricalca il progetto voce per voce: ore svolte rispetto a quelle previste, obiettivi raggiunti e non raggiunti, strumenti che hanno funzionato, indicazioni per il rientro in classe. Se il progetto è scritto bene, la relazione finale si scrive quasi da sola. Per un alunno con disabilità, quello che emerge confluisce poi nella relazione finale del docente di sostegno di fine anno.

Domande frequenti

Il medico di famiglia può firmare il certificato per l’istruzione domiciliare?

No. Le Linee di indirizzo del 2019 richiedono una certificazione del medico ospedaliero o dei servizi sanitari nazionali ed escludono espressamente il medico di famiglia e i medici privati.

Servono 30 giorni di assenza consecutivi?

No. Bastano 30 giorni complessivi, anche non continuativi, come nel caso di cicli di cura in ospedale alternati a periodi a casa.

L’istruzione domiciliare vale per la scuola dell’infanzia?

Le Linee di indirizzo parlano di alunni iscritti a scuole di ogni ordine e grado, anche paritarie. Le ore indicative, però, sono fissate solo per primaria e secondaria.

Le lezioni a distanza contano come istruzione domiciliare?

Le Linee di indirizzo considerano la didattica a distanza un supporto auspicabile, in particolare per le discipline che non si riescono a coprire con le lezioni in presenza a domicilio. Il progetto deve dire quali discipline si seguono in presenza e quali a distanza.

Le lezioni di istruzione domiciliare valgono come lezioni di scuola?

Sì. Le Linee di indirizzo definiscono questi percorsi validi a tutti gli effetti. La valutazione periodica e finale resta della scuola di appartenenza, sugli elementi raccolti dai docenti domiciliari.

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