Migliaia di posti vacanti sul sostegno penalizzano l’inclusione degli alunni diversamente abili

immagine di un alunno disabile

Il tema è così delicato che è utile tornarci dunque ribadiamo che mancano docenti di sostegno nelle scuole italiane.

Il MIUR al fine di garantire la completa inclusione scolastica e il successo formativo degli allievi disabili deve provvedere a riempire le lacune attualmente presenti negli organici allo scopo offrire il giusto sostegno alla classe.

 

Il successo formativo degli allievi diversamente abili passa da un pieno coinvolgimento della classe e ciò non avviene se non è presente un docente facilitatore.

 

Tale presenza è estremamente utile alla didattica, ma in particolare alla didattica speciale poichè il docente specializzato è in possesso delle competenze necessarie per facilitare la comprensione e l’apprendimento delle varie discipline, favorendo non solo il successo scolastico ma migliorando l’autonomia personale degli allievi disabili.

 

La formazione generale dei docenti curriculari spesso è focalizzata sull’insegnamento della disciplina e prevede meno competenze sull’inclusione degli alunni diversamente abili. Ecco perchè è fondamentale la collaborazione fra le due figure che – ribadiamo – sono  entrambe titolari della classe.

 

Un errore che spesso si commette è quello di pensare che il docente di sostegno sia un facilitatore solo per l’allievo disabile e non per l’intera classe. La figura del docente specializzato andrebbe dunque vista come una risorsa e “sfruttata” per le sue competenze.

 

L’inizio del nuovo anno scolastico sta registrando diffuse lacune negli organici dei docenti di sostegno, secondo il quotidiano La Repubblica potrebbero essere addirittura oltre 20 mila i posti ancora da assegnare.

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