Dal 1° ottobre 2026 il PEI non propone più le ore di sostegno: le “definisce, con adeguata motivazione”. Lo ha scritto l’articolo 1 del decreto-legge 30 settembre 2026, n. 170, e riguarda i GLO che in questi giorni approvano i PEI definitivi, entro il 15 ottobre per i nuovi iscritti e le nuove certificazioni. Una motivazione solida lega il numero di ore a tre cose: il livello di difficoltà dell’alunno nelle Dimensioni del PEI, i range della Tabella C1 del decreto interministeriale 182/2020 e le condizioni di contesto della classe. Qui trovi i range, le voci da scrivere e un esempio compilato.
Punti chiave
- La nuova lettera d-bis dell’articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 66/2017 dice che il PEI “definisce, con adeguata motivazione, il numero di ore di sostegno da assegnare alla classe”.
- Il riferimento per il numero è la Tabella C1 nella versione del DM 153/2023: alla primaria va da 0-5 ore per una difficoltà lieve a 17-22 per una molto elevata.
- Nel passaggio da un anno all’altro si valuta prima di tutto il mantenimento delle ore dell’anno precedente, salvo nuove condizioni della persona.
- Una motivazione regge se nomina le Dimensioni coinvolte, il livello di difficoltà e le condizioni di contesto, non se richiama soltanto la diagnosi.
Che cosa dice la legge dal 1° ottobre
Il decreto-legge 170 ha cambiato due punti dell’articolo 7, comma 2, del decreto legislativo 66/2017, quello che descrive il PEI.
Il primo riguarda il numero di ore. Dalla lettera d) sono sparite le parole “compresa la proposta del numero di ore di sostegno alla classe”, ed è stata aggiunta una lettera d-bis: il PEI “definisce, con adeguata motivazione, il numero di ore di sostegno da assegnare alla classe”. Nello stesso decreto, all’articolo 10 del decreto legislativo 66/2017, la parola “assegna” è diventata “attribuisce”.
Il secondo riguarda gli anni successivi. La nuova lettera g-bis stabilisce che nel passaggio da un anno di corso all’altro “è valutato, in via prioritaria, fatta salva l’assegnazione dell’organico, il mantenimento del numero di ore di sostegno previsto nell’anno precedente, salvo aggiornamenti motivati da nuove e sopravvenute condizioni della persona”. Il PEI va invece aggiornato, anche sulle ore, nel passaggio fra gradi di scuola, a partire dall’infanzia, e quando cambiano le condizioni della persona o del contesto.
Le altre novità del decreto, dalle scadenze del PEI all’approvazione con una componente assente, sono riassunte nella nostra guida al PEI definitivo entro il 15 ottobre.
Da dove si parte: livello di difficoltà e range della Tabella C1
La legge chiede una motivazione, ma non dice come si arriva al numero. Il metodo sta nell’articolo 18 del decreto interministeriale 182/2020, come modificato dal DM 153 del 2023. Il GLO individua le Dimensioni interessate dal bisogno di supporto e i relativi “supporti al funzionamento”. Poi valuta l’entità delle difficoltà dell’alunno su una scala a cinque livelli: assente, lieve, media, elevata, molto elevata. La proposta di risorse si colloca “nell’ambito dei range e dell’entità delle difficoltà indicati nella Tabella” dell’Allegato C1.
Ecco i range per il sostegno didattico, nella versione allegata al DM 153/2023:
| Grado di scuola | Lieve | Media | Elevata | Molto elevata | Massimo |
|---|---|---|---|---|---|
| Infanzia | 0-6 ore | 7-12 ore | 13-18 ore | 19-25 ore | 25 ore |
| Primaria | 0-5 ore | 6-11 ore | 12-16 ore | 17-22 ore | 22 ore |
| Secondaria di primo grado | 0-4 ore | 5-9 ore | 10-14 ore | 15-18 ore | 18 ore |
| Secondaria di secondo grado | 0-4 ore | 5-9 ore | 10-14 ore | 15-18 ore | 18 ore |
Fonte: Allegato C1, Tabella fabbisogno risorse professionali per il sostegno didattico e l’assistenza, allegati al decreto interministeriale n. 153 del 1° agosto 2023. Con difficoltà “assente” la tabella non indica ore.
Un dettaglio da conoscere: il testo dell’articolo 18 parla ancora di “proposta”, perché non è stato aggiornato dopo il decreto-legge. La legge ora dice che il PEI “definisce” le ore. Finché non arrivano un aggiornamento del decreto interministeriale o una nota del Ministero, la tabella resta il riferimento per il numero che il PEI fissa e motiva.
Che cosa deve contenere una motivazione che regge
La legge chiede una motivazione “adeguata” e non dà un modello. Il modello di PEI per la primaria contiene già le voci da cui partire: accanto al numero di ore chiede di scrivere “con la seguente motivazione”. Una motivazione costruita su quelle voci contiene:
- Le fonti: il Verbale di accertamento e il Profilo di Funzionamento, con la data. Nella fase transitoria, la Diagnosi funzionale e il Profilo dinamico funzionale.
- Le Dimensioni coinvolte, con le osservazioni della Sezione 4 del PEI: relazione e socializzazione, comunicazione e linguaggio, autonomia e orientamento, area cognitiva e dell’apprendimento. Come si passa dai Domini del Profilo alle Dimensioni lo abbiamo spiegato nella tabella di corrispondenza fra Domini e Dimensioni.
- Il livello di difficoltà scelto sulla scala a cinque livelli, e perché.
- Le condizioni di contesto della Sezione 6: barriere e facilitatori in classe, che possono spostare il numero verso l’alto o verso il basso dentro il range.
- Gli interventi che quelle ore servono a realizzare: in quali momenti della giornata, in quali attività, con quali obiettivi.
- Il confronto con l’anno precedente, se l’alunno era già nella stessa scuola: si conferma il numero o si spiega quale condizione nuova lo cambia.
Un esempio di motivazione compilata
L’alunno è immaginario: Luca, classe terza della primaria, con autismo. Il GLO valuta la difficoltà “elevata”, quindi il range della primaria è 12-16 ore.
Il GLO definisce 14 ore settimanali di sostegno alla classe. Il numero tiene conto del Verbale di accertamento del [data] e del Profilo di Funzionamento del [data], e delle osservazioni sistematiche delle prime cinque settimane di scuola. L’entità delle difficoltà è valutata elevata nella Dimensione della comunicazione e del linguaggio: Luca usa frasi di due o tre parole e ricorre all’agenda visiva per comprendere le consegne. È valutata elevata anche nella Dimensione della relazione e della socializzazione, perché nelle attività di gruppo resta in disparte senza la mediazione di un adulto. Nella Dimensione dell’autonomia la difficoltà è media: si sposta da solo negli spazi noti, ma ha bisogno di supporto nei cambi di attività. Fra le condizioni di contesto, la classe lavora spesso a piccoli gruppi e l’aula dispone di un angolo tranquillo: è un facilitatore che permette di collocare le ore nella parte centrale del range. Le ore sono concentrate nelle attività di italiano e nei lavori di gruppo, dove si lavora sugli obiettivi di comunicazione e di interazione con i compagni. Rispetto all’anno precedente, in cui erano previste 14 ore, il numero è confermato, in assenza di nuove condizioni della persona (art. 7, comma 2, lettera g-bis, d.lgs. 66/2017).
L’esempio non descrive “l’autismo” in generale: descrive comportamenti osservati di un alunno. È questo che rende la motivazione verificabile da chiunque legga il PEI. Lo stesso principio vale negli esempi completi per caso specifico, come il PEI per alunno con autismo e quello per l’autismo non verbale.
Gli errori che rendono debole la motivazione
- Richiamare solo la diagnosi. “Considerata la gravità della patologia” non dice nulla sulle Dimensioni né sul contesto, cioè sulle due cose che il modello chiede di considerare.
- Scegliere un numero fuori dal range del livello indicato senza dire perché. Se il numero non corrisponde alla scala, chi legge non capisce come ci si è arrivati.
- Copiare le ore dell’anno precedente quando qualcosa è cambiato. La lettera g-bis protegge la continuità, ma chiede un aggiornamento motivato se cambiano le condizioni della persona, e l’aggiornamento è obbligatorio nel passaggio di grado.
- Scrivere la motivazione solo nel verbale. La legge la vuole nel PEI. Il verbale del GLO riporta la decisione e il numero, il PEI contiene il ragionamento.
- Dimenticare l’assistenza. Le ore di assistenza all’autonomia e alla comunicazione sono un’altra voce del PEI, con una propria sezione nella Tabella C1, e il dirigente le chiede agli enti preposti.
Dove va scritta: PEI e verbale del GLO
La motivazione completa va nel PEI, nel riquadro delle ore di sostegno. Nel verbale della riunione di approvazione si registrano il numero definito, l’eventuale dissenso di una componente con la relativa motivazione e chi era presente. Le voci del verbale, compresa la formula per approvare il PEI quando una componente regolarmente convocata non si presenta, sono nel nostro esempio di verbale GLO di approvazione del PEI.
Vuoi il verbale GLO già impostato in Word?
Tutte le voci del verbale di approvazione, con esempi di compilazione, il punto dedicato alle ore di sostegno definite nel PEI e la formula per approvare il PEI in assenza di una componente convocata (DL 170/2026). È un modello da adattare al tuo alunno e alla tua scuola: i campi da completare sono evidenziati.
Domande frequenti
Chi decide alla fine quante ore arrivano alla classe?
Il PEI definisce il numero, con la motivazione. Poi, secondo l’articolo 10 del decreto legislativo 66/2017, il dirigente scolastico invia all’Ufficio scolastico regionale la richiesta complessiva dei posti di sostegno sulla base dei PEI, e l’Ufficio scolastico regionale “attribuisce le risorse nell’ambito di quelle dell’organico dell’autonomia per i posti di sostegno”. La lettera g-bis fa salva anche “l’assegnazione dell’organico”: la legge non garantisce che il numero scritto nel PEI arrivi in automatico.
La regola vale già per i PEI di quest’anno?
Il decreto-legge è in vigore dal 1° ottobre 2026 e non ha una norma transitoria per l’articolo 1. Il Ministero non ha ancora pubblicato una nota applicativa. Il decreto va convertito in legge entro il 29 novembre e il Parlamento può modificarlo: se cambia qualcosa, aggiorneremo questa pagina.
Il docente di sostegno può scrivere da solo la motivazione?
Può preparare la bozza, ed è quello che succede di solito, ma la motivazione è del GLO, che approva il PEI. Per questo conviene presentarla in riunione già legata alle osservazioni delle Dimensioni, così che docenti, famiglia e specialisti la discutano sui fatti.